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Dal cioccolato di Modica alla granita di menta: la Sicilia di Dolce&Gabbana

Dal cioccolato di Modica alla granita di menta: la Sicilia di Dolce&Gabbana
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"La Sicilia è l'Italia al superlativo" diceva Edmond Charles-Roux, giornalista e scrittrice francese del romanzo Dimenticare Palermo ma anche di svariati libri su Chanel e su Fulco di Verdura, il nobiluomo siciliano che per lei ha creato incredibili bijoux. Domenico Dolce e Stefano Gabbana lo pensano e soprattutto lo fanno da sempre con una coerenza identitaria tra le più autentiche nel panorama creativo italiano. Ieri, per esempio, il magico duo ha fatto sfilare con la collezione uomo per la prossima estate tutte le anime di quest'isola straordinaria che ha subito almeno 12 dominazioni senza mai perdere la sua endemica fierezza.

Sullo sfondo della passerella c'è una gigantesca immagine dell'isola Bella di Taormina attorno alla quale gironzolano alcuni modelli vestiti da spiaggia: con calzoncini neri e attillati da statuario pescatore siciliano ritratto dal Barone Von Gloeden ma anche con onesti completi di spugna da padre di famiglia al mare. Poi inizia lo show con le note della Cavalleria Rusticana su cui sfila la perfezione sartoriale e l'incredibile senso delle proporzioni che hanno sempre caratterizzato la moda maschile del brand. Si comincia dal tutto nero del completo da picciotto per poi arrivare gradualmente all'infinita varietà dei colori di un'estate siciliana. C'è il marrone del cioccolato di Modica, il verde pallido della granita di menta, quel punto di rosa tipico delle cipolle di Giarratana e poi il bianco assoluto degli oratori dei fratelli Serpotta.

Circa alla metà dello show comincia un crescendo rossiniano di ricchissimi decori sullo stile dei gioielli di Fulco di Verdura. Mille spille luccicanti ammiccano dal blouson in denim con tasche di coccodrillo oppure nobilitano un paio di jeans sbrindellati. Poi ci sono i classici completi maschili in lino incrostato da ricami in corallo o turchese degni dei paliotti di Monreale.

"Per noi la Sicilia non è mai stata una tendenza, è il luogo da cui tutto ha avuto origine e al quale continuiamo naturalmente a tornare" dicono insieme i due designer mentre Stefano Cantino co ceo della società con Alfonso Dolce spiega: "Questa sfilata è una dichiarazione d'intenti. L'azienda ha quasi 6000 dipendenti, abbiamo ambizioni importanti ma non monopolistiche".

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