Cipro del Nord, tutti al voto (sotto dettatura della Turchia)

Giorno di elezioni nell'autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord

Giorno di elezioni nell'autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord. Gli elettori fino alle 18 di ieri (le 17 italiane) si sono recati alle urne per le elezioni presidenziali, che arrivano pochi giorni dopo la riapertura di Varosha a Famagosta, un tempo spiaggia dei vip e dal 1974 diventata un'area fantasma, protetta dall'esercito turco e simbolo della divisione dell'isola mediterranea, unico vero muro esistente in Europa. Una riapertura che ha provocato le ire della Cipro greca e qualche maulmore anche tra i turco-ciprioti, che non vedono di buon occhio le interferenze di Ankara.

Le elezioni si sono svolte rispettando tutti i criteri di sicurezza da pandemia. Undici i candidati presidenti. Il favorito è il presidente uscente, Mustafa Akinci, socialdemocratico di 72 anni.

La Repubblica Turca di Cipro del Nord è un Paese non riconosciuto dalla comunità internazionale, che considera legittima solo Nicosia. Solo Ankara la riconosce. Fu fondata in seguito all'intervento militare turco del 1974, scattato per bloccare un tentativo di annessione dell'isola da parte della Grecia con un golpe. La Repubblica turca di Cipro del Nord è di fatto un protettorato turco e Ankara ha fatto sentire la sua influenza anche sul voto di ieri. Cipro è stata al centro di recenti tensioni nell'area per i diritti sullo sfruttamento delle riserve di idrocarburi al largo dell'isola. Su questo tema Erdogan non è disposto a compiere passi indietro, a prescindere dal candidato che prevarrà alle urne. Pure se si trattasse del «morbido» Akinci, che negli ultimi anni si è speso molto per far ripartire un negoziato per la creazione di uno Stato federale. Nonostante questo il presidente rimane vicino a Erdogan, anche perché non ha grandi margini di movimento. Lo sfidante è il premier uscente, Ersin Tatar, anche lui molto vicino al presidente della Turchia.

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