Per prendere un panino da McDonald's di fronte alla Centrale di Milano devi sfondare un muro di maranza in monopattino e tute fake. Per comprare un biglietto del treno alle macchinette automatiche devi destreggiarti in mezzo alle mani abili delle borseggiatrici che ti si piazzano a fianco e non ti mollano più. Accade così in tutte le più grandi stazioni d'Italia (e in quelle di provincia) dove l'allarme sicurezza è comune e l'elenco delle emergenze si potrebbe fotocopiare: microcriminalità, spaccio, abusi sessuali, prostituzione, risse e alcol. Soprattutto nei dintorni. Tanto da farti sentire, povero pendolare o passeggero occasionale, un corpo estraneo in terra straniera. In certi orari meglio tirare dritto a testa bassa e con la borsa ben stretta sotto il braccio.
Le due aggressioni vicino alla stazione Termini di Roma sono la prova di una delinquenza difficile da sradicare, così come lo è l'assalto ai due agenti a Bologna, presi a calci e pugni una settimana dopo l'omicidio del capotreno. La stazione: il non-luogo in cui i disagiati si incrociano con la deliquenza, in cui trovano rifugio sui materassi sgangherati i disperati ma "lavorano" anche gli spacciatori più scaltri, che ricevono i clienti nei bagni, sulle panchine e a ridosso di muri con la scritta spray "Anan libero".Alle 19 di sera terminano i turni della Polfer, il Far west prosegue - spesso indisturbato - fino all'ultimo treno e anche oltre. Te ne accorgi al mattino dopo, quando sulle panchine trovi bottiglie di birra e cartoni di vino da discount. E non si tratta di una sensazione. A dirlo sono i numeri: 380 dipendenti delle ferrovie aggrediti in un anno, 4,8 milioni di persone controllate, 14mila denunce, armi (soprattutto coltellini) e droga sequestrate in quantità. E 1.150 arresti all'anno, vale a dire tre al giorno.
A Napoli le rapine sono seriali e i casi di violenza sempre più frequenti. L'ultimo risale a pochi giorni fa: a Poggiomarino una guardia giurata è stata picchiata da due writers, che da anni abitualmente imbrattano i finestrini dei treni. "Ho solo cercato di fermarli, ora ho un occhio tumefatto". Giuseppe Alviti, presidente dell'associazione nazionale delle Guardie giurate, denuncia la "macelleria sociale" con cui i lavoratori della sicurezza si devono rapportare. A Padova i ragazzini della baby gang a caccia di risse sono padroni indisturbati.
A Firenze, a ridosso di Santa Maria Novella, pochi mesi fa una turista panamense di 35 anni è stata violentata, Torino è un crocevia di prostituzione e delinquenza ma pare che i tornelli introdotti a Porta Nuova abbiano migliorato le cose ripulendo dal degrado i binari e forse facendolo traslocare nei dintorni. Così come accade alla Centrale di Milano, dove i bivacchi e gli scippi non sono in zona binari ma nel piazzale di fronte. "Troppi pregiudicati e irregolari a piede libero - denuncia il parlamentare di Fdi Riccardo De Corato - Vengono arrestati e rilasciati dopo poche ore, tornando ad agire negli stessi luoghi".
L'allarme sicurezza non risparmia le stazioni minori: a Rogoredo (Milano) una ragazza 18 anni la scorsa estate è stata bloccata da uno sconosciuto nel sottopasso della stazione, trascinata tra gli alberi poco distante e stuprata. Quello stesso sottopasso è stato chiuso pochi giorni fa. A Rho, e Novara e Monza si incrociano non solo gli snodi ferroviari ma i peggiori giri della mala.
E poi c'è l'effetto moschee: nei centri di provincia dove la stazione è vicino al luogo di preghiera degli islamici, i rischi per la sicurezza sono più tangibili. A Gallarate (provincia di Varese) la vetrata dell'ingresso delle biglietterie è stata spaccata poco prima di Natale da due ragazzi marocchini, i vandali bivaccano abitualmente attorno al parcheggio e i portici vicino alla stazione sono costantemente presidiati dai maranza.
Con il piano Stazioni
Sicure sono state impiegate più di 42mila pattuglie e predisposti 8.526 servizi antiborseggio, installate telecamere e potenziati i controlli. Per ridare le stazioni ai passeggeri e renderle luoghi sicuri, dove non aver paura.