Colle, fumata nera al sesto voto. A Mattarella oltre 330 voti

Anche la sesta votazione va a vuoto. Forte accelerata verso un candidato condiviso: incontro tra Salvini, Conte e Letta. Spunta la carta Belloni, ma Forza Italia e renziani frenano

Colle, fumata nera al sesto voto. A Mattarella oltre 330 voti

La sesta votazione per il Quirinale può essere interpretata come una fase interlocutoria in vista di un accordo che sembra essere a un passo. Infatti la chiama per il sesto scrutinio coincide temporalmente con le ore in cui si è verificata una forte accelerata verso la convergenza su un candidato comune tra i partiti di maggioranza.

Anche al sesto voto c'è stata la preventivabile fumata nera: il centrodestra ha deciso di astenersi, mentre i giallorossi hanno optato per la scheda bianca. Dallo spoglio emerge che gli astenuti sono 443. In testa c'è Sergio Mattarella con 336 preferenze; le schede bianche ammontano a 106. La settima votazione si terrà domani, sabato 29 gennaio, alle ore 9:30.

La carta Belloni

Nel tardo pomeriggio si è tenuto un incontro tra Matteo Salvini, Enrico Letta e Giuseppe Conte: i tre si sono riuniti in un vertice negli uffici del Movimento 5 stelle alla Camera per provare a trattare. L'intento è quello di individuare una figura con un ampio consenso trasversale ed eleggere il prossimo presidente della Repubblica nella giornata di domani. I tre dovrebbero tornare e incontrarsi più tardi, in serata, ma comunque i dialoghi andranno avanti per tutta la notte.

L'ipotesi più forte che circola in questo momento è quella di Elisabetta Belloni, direttrice generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza. Diversi gli indizi che portano al suo nome. Salvini ha riferito di essere al lavoro "perché ci sia un presidente donna in gamba". Poco più tardi gli ha fatto eco Giuseppe Conte: "Spero ci sia la sensibilità di avere finalmente la possibilità di eleggere un presidente della Repubblica donna". Sui social arriva la benedizione di Beppe Grillo: "Benvenuta Signora Italia, ti aspettavamo da tempo. #ElisabettaBelloni".

Sulla Belloni però arriva la frenata di Forza Italia. "Per noi non va bene", ha annunciato Licia Ronzulli. Sulla stessa linea Matteo Renzi: "È una straordinaria professionista, un'amica. Ma non penso che sia minimamente possibile votare la capo dei Servizi segreti alla presidenza della Repubblica. Non sta né in cielo né in terra. Se è il suo nome proporremo di non votarlo".

Idem per Liberi e uguali, che fa notare come - "con tutto il rispetto per la competenza e la capacità di Elisabetta Belloni" - sia "assolutamente inopportuno" che il capo dei servizi segreti diventi presidente della Repubblica. Allo stesso modo Leu fa notare che "non è accettabile che la presidenza della Repubblica e la guida del governo siano affidate entrambe a personalità tecniche e non politiche".

Il Partito democratico conferma che nel ventaglio delle ipotesi vi sono anche candidature femminili di assoluto valore ma, denunciano fonti del Pd, "ci vuole serietà" poiché "la cosa peggiore è continuare col metodo di questi giorni che consiste nel bruciare con improvvide fughe in avanti ogni possibilità di intesa". Intanto le stesse fonti invitano tutti "a prendere atto della spinta che da due giorni e in modo trasversale in Parlamento viene a favore della riconferma del presidente Mattarella".

Fonti di Forza Italia fanno sapere che da questo momento in poi il partito azzurro "discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche". La mossa dei forzisti ha lo scopo di "favorire una rapida e il più possibile condivisa elezione del presidente della Repubblica".

Stando a quanto riferito dall'Ansa, in giornata Salvini avrebbe incontrato il premier Mario Draghi: il leader della Lega e il presidente del Consiglio sarebbero stati visti uscire, a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, dallo stesso palazzo nei pressi di via Veneto. Sia da Palazzo Chigi sia dagli ambienti del Carroccio risuona un "no comment".

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