Congolese, 30 anni, volontaria in Comune. E c'è chi la difende: "È stata vittima di insulti"

Il sindaco di Pontassieve condanna l'atto, ma prova a dare giustificazioni

Congolese, 30 anni, volontaria in Comune. E c'è chi la difende: "È stata vittima di insulti"

Ha trent'anni ed è originaria del Congo la giovane che ieri mattina ha aggredito a Pontassieve il leader della Lega Matteo Salvini strappandogli la camicia e il rosario. A.F.B., attualmente impegnata nel servizio civile presso il Comune della cittadina toscana, nel progetto «La scuola, l'ambiente e la comunicazione istituzionale», secondo fonti locali è laureata, incensurata e ben inserita sul territorio. Partecipa spesso alle iniziative del comitato Bianco e Nero, nato per sostenere la missione di suor Maria Valeria Amato e che organizza spesso eventi musicali ed enogastronomici volti a raccogliere fondi per i Paesi africani. A quanto pare anche lei in passato ha partecipato a progetti per la creazione di una scuola di cucito a Kinshasa, dedicata a ragazze madri. A Pontassieve la conoscono tutti, anche perché ha lavorato come cameriera in una enoteca del centro storico. «Mai - spiega un residente - avrei pensato che una ragazza in apparenza così pacata e bene inserita arrivasse a tanto. Credo sia stata fomentata da qualcuno, non ha mai mostrato inclinazioni alla violenza, prima d'ora».

Il sindaco di Pontassieve Monica Marini ha chiarito: «La conosciamo, svolge oramai da qualche mese il servizio civile in Comune insieme ad altri ragazzi, è stata selezionata col bando della leva civile nazionale. In passato lei è stata oggetto di pesanti discriminazioni: una persona gli ha sputato addosso ingiuriandola perché di colore, chiamandola scimmia, offendendola pesantemente». Secondo lei «questo può avere influito sul suo stato d'animo di ieri, era visibilmente confusa dopo l'episodio, sembrava non si rendesse conto. Ovviamente questo non la giustifica. Ha sbagliato». Nonostante ciò, secondo il primo cittadino la vicenda «ci deve far pensare a come una politica fatta di odio e offese continue possa contribuire a generare questo stato d'animo. È giusto poter esprimere il proprio dissenso, ma rispettando l'altro, e in modo assolutamente non violento: purtroppo soffiare continuamente sull'odio e sulla denigrazione non aiuta».

Sulla pagina Facebook di Associazione Pontassieve Futura, che sosteneva la lista civica del sindaco alle scorse elezioni comunali, da alcuni giorni campeggia un messaggio in cui si specifica che nella cittadina «Salvini non è un ospite gradito». A quanto pare l'incitamento all'odio proviene da quegli stessi ambienti frequentati dal primo cittadino. A detta di qualche residente, la giovane congolese è vicina al movimento e sarebbe «stata strumentalizzata». Nella cittadina toscana alcuni avrebbero inculcato, sempre a detta dei residenti «nelle menti degli extracomunitari il messaggio che Salvini è il male assoluto. L'ingenerare questo stato d'animo in molti di loro ha poi portato a episodi come quello di ieri. La giovane non è certamente una delinquente, ma sicuramente le sono state trasmesse idee sbagliate, ovvero che l'odio porti a una qualche soluzione».

La trentenne, identificata dalla polizia, è stata denunciata per aggressione.

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