Politica estera

Conservatori avanti ma è già rebus governo

"Abbiamo sconfitto la premier Marin". Boom dell'ultradestra di Purra

Conservatori avanti ma è già rebus governo

Il centrodestra vince, la destra sovranista arriva seconda, ma al suo massimo storico e i socialdemocratici (Sdp) della premier uscente Sanna Marin si accontentano del terzo posto. È questo il risultato a caldo delle prime proiezioni del voto in Finlandia dove 3 milioni di elettori hanno scelto i 200 membri dell'Eduskunta, il Parlamento unicamerale di Helsinki.

Il vincitore di questa tornata è il Partito di coalizione nazionale (Kok) di ispirazione moderata, guidato dal 53enne ex ministro delle Finanze Antti Petteri Orpo, che dal 17% passa al 20,9% assicurandosi 48 deputati. Ieri sera Orpo ha rivendicato la vittoria. Avanzano i Veri Finlandesi (Ps): il partito sovranista guidato dalla 45enne Riikka Purra arriva al 20,4%, e ottiene così 46 deputati. Il massimo nella propria storia. Invece la Sdp dell'affascinante Marin resta indietro, intorno al 19,6%, pari a 43 deputati. È fiasco invece per i cespugli del governo Marin: crollo verticale per gli ecologisti della Lega Verde guidati da Maria Ohisalo, che passano da 20 a 13 deputati.

Vanno male anche i centristi (Kesk) che da 31 deputati passano a 26 e l'Alleanza di sinistra, giù da 16 a 13. L'affermazione dei socialdemocratici è avvenuta in sostanza a discapito dei loro alleati: Marin è stata premiata per la sua grande popolarità e la Sdp ne ha ampiamente tratto beneficio, affermandosi come primo partito in intere regioni del paese, ma la replica della coalizione uscente appare impossibile, tanto più che i centristi di Kesk si erano già detti indisponibili a tornare al governo con gli ecologisti. La giovane premier non esce dunque logorata dal potere ma il suo governo sì. La parola passa adesso al leader dei moderati Orpo, deciso sostenitore di una politica per il contenimento della spesa e del debito (al 73% del Pil), in aperto contrasto con quella dei sussidi e di un welfare generoso secondo la scuola socialdemocratica e delle altre formazioni di sinistra. In un sistema rigorosamente proporzionale come quello finlandese prima di capire quale governo si darà il paese bisognerà aspettare non solo lo scrutinio di tutte le schede e per inciso il 40% degli elettori ha scelto il voto per corrispondenza ma che i leader dei partiti dichiarino con chi si alleeranno. Prima delle elezioni Marin ha promesso che la sua Sdp non si coalizzerà mai con i sovranisti, incompatibili per la loro annunciata intenzione di portare Helsinki fuori dall'Unione europea e per i loro tono xenofobi.

Più cauto, il moderato Orpo ha invece tenuto le mani libere. Se lo spoglio delle schede confermerà l'affermazione seppur di misura del suo Kok sui rivali starà all'ex ministro aprire le danze del negoziato. Un possibile asse centrodestra-centrosinistra non avrà difficoltà ad aggregare altri partiti per il raggiungimento della maggioranza assoluta. Ma non è neppure che Orpo si butti a destra aprendo ai Veri Finlandesi: il partito sovranista è già stato al governo fra il 2015 e il 2019 quando il paese era guidato dal centrista Juha Sipilä.

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