La Nato vuole dettare la linea: "Importanti sanzioni alla Russia"

Ieri l'annuncio di Conte: "Rivedere le sanzioni a Mosca". Ma il segretario della Nato frena: "Sono importanti. Prima Mosca deve cambiare"

Jens Stoltenberg durante il meeting dei ministri degli Esteri della Nato tenutosi a Bruxelles il 27 aprile scorso.
Jens Stoltenberg durante il meeting dei ministri degli Esteri della Nato tenutosi a Bruxelles il 27 aprile scorso.

Parole chiare. E dirette. Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, rivolge il suo pensiero all'Italia e al discorso di Giuseppe Conte al Senato per la fiducia quando dice che "con la Russia dobbiamo mantenere il dialogo politico, ma le sanzioni economiche sono importanti". Un deciso stop agli annunci del neo premier che ieri ha ribadito la fiducia "all'Alleanza Atlantica", ma promettendo che, dimostrandosi "fautori di un'apertura alla Russia", Lega e M5S si faranno "promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa".

Stoltenberg, che domani sarà a Torino per partecipare alla riunione del Club Bilderberg, non lascia neppure concludere il giro della fiducia alla Camera per ribattere al presidente del Consiglio giallo-verde. Al di là delle ovvie "congratulazioni al neo premier italiano", dei soliti "non vedo l'ora di lavorare con lui" e "lo incontrerò presto", il segretario genarale della Nato ha fatto scattare il semaforo rosso contro le idee di Lega e M5S. "L'Italia - ha detto Stoltenberg - contribuisce alla nostra difesa e alla sicurezza e ospita numerose strutture dell'Alleanza. Accolgo con favore l'apertura del dialogo dell'Italia con la Russia". Insomma, va bene anche la carota. Ma la Nato non ha alcuna intenzione di venir meno all'uso del bastone. Andrà avanti dunque il "doppio approccio"" fatto di "forte difesa e deterrenza combinate con il dialogo politico". Tradotto: prima che le sanzioni vengano rimosse "Mosca deve cambiare comportamento".

Intanto il presidente Putin, in questi giorni in visita in Austria, si è detto certo che prima o poi "prevarrà il buon senso e ci sarà un graduale sollevamento di tutte le sanzioni". Che queste siano state un suicidio per gli imprenditori italiani lo avevamo raccontato in questa inchiesta tempo fa. I fatti non sono cambiati: la Coldiretti ad aprile parlava di 3 miliardi di euro di danni alle nostre imprese. Un salasso.

Ma il tema del "dialogo con la Russia" è cruciale anche e soprattutto a livello geopolitico internazionale. Negli ultimi anni le elezioni in tutta Europa hanno rafforzato le fazioni contrarie alla linea dura contro Putin. Si pensi alla Le Pen in Francia, all'Fpo in Austria e l'Ungheria di Orban. Lo Zar lo sa. Per questo è convinto si arriverà ad una "normalizzazione delle relazioni di Mosca con tutti i paesi partner, inclusi gli Stati Uniti, oltre che con i Paesi che in obbedienza agli Usa hanno imposto sanzioni contro di noi". Il pensiero va ovviamente all'Austria appena visitata (e che però, per ora, rimarrà fedele alla linea atlantica), ma anche all'Italia. Soprattutto visti buoni rapporti che lo legano al leghista Matteo Salvini (che ha ribadito come Mosca sia "un partner strategico") e alle parole del premier pronunciate ieri di fronte al Parlamento.

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