Conte si lava la coscienza: "Non ho rimpianti sulla pandemia". E difende Arcuri

Nonostante le inchieste e i tanti interrogativi sulla gestione della pandemia, Giuseppe Conte respinge ogni accusa e difende Domenico Arcuri

Conte si lava la coscienza: "Non ho rimpianti sulla pandemia"

Giuseppe Conte è stato ospite a Sky Tg24 Live in Courmayeur. Inevitabile un passaggio sulla gestione della pandemia durante la prima ondata che ha travolto il Paese, quano lui sedeva a Palazzo Chigi. Sono state tante le critiche rivolte alla sua gestione ma l'attuale leader dei 5stelle respinge ogni accusa: "Non ho rimpianti, certo delle cose potevamo farle meglio, ma abbiamo agito a mani nude, non avevamo evidenze. Se oggi l'Italia può essere invidiata nel mondo, perché è in un percorso migliore, è grazie al nostro percorso. Abbiamo costruito un metodo. Questi risultati sono frutto di un lungo percorso tracciato da noi; non me la sento di avere rimpianti".

Ma l'ex presidente del Consiglio non cede dalla sua posizione nemmeno quando si tocca l'argomento del commissario straordinario Domenico Arcuri, rimpiazzato dal generale Figliuolo all'arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi: "Se avessi avuto dei dubbi sarei intervenuto, ci sono delle inchieste in corso, auguro ad Arcuri che possa uscirne a testa alta". Nonostante le zone d'ombra sulla gestione siano tante e nonostante siano state aperte delle inchieste, Giuseppe Conte non ha dubbi su quanto fatto da Domenico Arcuri.

E non ha dubbi nemmeno sulla decisione di Domenico Arcuri di acquistare i banchi a rotelle, che ora giacciono nei depositi e nei magazzini delle scuole perché, in molti casi, non funzionali. Questa per l'ex presidente del Consiglio è "una polemica sterile, erano stati chiesti dai dirigenti scolastici".

Chiuso il capitolo pandemia, Giuseppe Conte ha cercato di spegnere le voci sui conflitti con Beppe Grillo: "Ci confrontiamo continuamente, ma poi ogni tanto esce qualche indiscrezione, ma è un chiacchiericcio quotidiano, inutile, pretestuoso e polemico, assolutamente non è così". Ma il leader del M5s ha affrontato anche la questione del 2x1000, che "è stata una richiesta pressante delle assemblee congiunte degli eletti di Camera e Senato, richiesta venuta da loro per attivare questa forma di finanziamento, che è frutto della scelta volontaria di chi crede nel Movimento, non si tratta di stravolgere la nostra identità, ma di raccogliere la scelta della nostra base che chiede più radicamento e progettualità nei territori".

Sul Quirinale, Giuseppe Conte esclude l'arrivo al Colle di Mario Draghi, che ha "tutte le carte in regola per essere un buon presidente della Repubblica" ma "è il presidente del Consiglio attuale in un governo di unità nazionale, è una figura autorevolissima che sta svolgendo un compito delicato, un perno di equilibrio, e questa cosa non la possiamo tacere". Il leader del M5s esclude l'appoggio alla candidatura al Quirinale di Silvio Berlusconi: "Con tutto il rispetto per il presidente Berlusconi, che è il leader di una forza della maggioranza che sostiene il governo, non sarà il candidato del M5s".

E sul leader di Forza Italia e le sue parole sul reddito di cittadinanza ha aggiunto: "È una cosa che gli rende merito, perché dimostra la sensibilità di Berlusconi verso un problema di equità sociale, povertà assoluta e quindi anche di rimedi e cinture di protezione che possano garantire coesione sociale".

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