La cena Travaglio-Conte-Di Battista: cosa si sono detti...

Il leader del M5S in una trattoria con l'ex grillino e il giornalista: c'è chi parla di una rifondazione dei 5 Stelle per allontanarsi dal Partito democratico. E non mancano gli indizi

La cena Travaglio-Conte-Di Battista: cosa si sono detti...

Una vera e propria cena o solamente un momento di convivialità? Era tutto già in programma è si è tratta di una mera casualità? Sta di fatto che La Repubblica parla di un incontro tra Giuseppe Conte e Alessandro Di Battista in una trattoria nei pressi di Roma centro, alla presenza di altri 4-5 esponenti grillini e soprattutto in compagnia di una terza figura che non sarebbe passata inosservata: quella di Marco Travaglio. A raccontarlo è il quotidiano, secondo cui anche il direttore de Il Fatto Quotidiano sarebbe stato presente a quella che può essere definita una sorta di "rimpatriata".

La tentazione anti-Pd

L'incontro sarebbe avvenuto la scorsa settimana in una saletta del ristorante, dove sarebbero stati notati da alcuni clienti. Nel Movimento 5 Stelle c'è già chi lo ha chiamato "il patto della Barchetta", dal nome della trattoria. Nelle chat interne del M5S se ne starebbe parlando da diversi giorni e più di qualcuno ha provato ad avanzare una possibile interpretazione, ma come al solito si finisce per dividersi in fazioni: da una parte c'è chi crede che Conte sia pronto a rifondare il Movimento per sganciarsi dal Partito democratico e far rientrare Di Battista; dall'altra si giura che l'ex premier proverà a tenere insieme la coalizione con il Pd.

Dallo staff di Conte, riporta sempre La Repubblica, minimizzano parlando di un semplice dopo cena: la politica è stata sì oggetto di discussione, ma "solo qualche battuta". Eppure chi ha ascoltato la conversazione riferisce che si sarebbe parlato di un Movimento 5 Stelle meno dipendente dal Partito democratico.

È proprio questo il punto: nell'aria inizia a circolare con una certa insistenza una tentazione anti-dem. Veline o verità? Solo il tempo ci fornirà la giusta risposta, ma di certo non può passare in secondo piano che freddezza e distanza stanno segnando l'asse giallorosso. L'ultimo esempio lampante c'è stato ieri, con Pd e M5S che si sono divisi sul conflitto d'attribuzione per Matteo Renzi in merito al caso Open: i dem hanno votato a favore, mentre i pentastellati si sono schierati contro.

Gli indizi

Se si va a ritroso di qualche ora emerge con chiarezza la presenza di indizi che vanno nella direzione di una possibile rottura tra Partito democratico e 5 Stelle. Non tanto nei fatti ma, almeno per il momento, nei sogni di chi lo auspica. Di Battista non la ha mai negato: non digerisce il fronte giallorosso e più di una volta ha criticato aspramente Enrico Letta.

L'ex parlamentare grillino ieri ha pubblicato su Facebook una sua opinione sulla situazione Ucraina-Russia, parlando di Letta come "il segretario del partito che ha avallato tutte le guerre di invasione mascherate da missione di pace" e bollando le sue dichiarazioni come "incommentabili".

Non si è risparmiato neanche Marco Travaglio, che proprio ieri sulle colonne de Il Fatto Quotidiano ha scritto un editoriale dal titolo "Non c'è campo", in riferimento al campo largo sognato da Enrico Letta. La domanda che si è posto il giornalista è semplice: "Allearsi col Pd per fare cosa? Per salvare Renzi dal processo Open?". Il tutto preceduto da un'osservazione di non poco conto: "Il M5S, come FdI, guadagna voti quando è solo contro tutti e li perde quando si avvicina troppo agli altri".

Per Travaglio il campo largo lettiano "prescinde da tutte le idee, salvo quella di governare anche nella prossima legislatura, magari usando ancora Draghi come taxi, senza il fastidio di vincere le elezioni". Secondo il direttore del Fatto gli elettori dei 5 Stelle si aspettano un ritorno alle origini, con il salario minimo e lo stop del super green pass - ad esempio - come capisaldi del nuovo corso di Conte alla guida del Movimento. "Il loro ritorno alle urne sarà inversamente proporzionale alla vicinanza dei 5 Stelle al draghismo e al campo largo", ha scritto Travaglio.

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