Leggi il settimanale

La "contessa" e le sue reazioni molto poco nobili

Quel sopracciglio alzato è il classico segnale di diffidenza molto aristocratico per esprimere disappunto e dissenso, e allo stesso tempo necessario a mantenere una certa debita distanza con gli interlocutori non blasonati

La "contessa" e le sue reazioni molto poco nobili
00:00 00:00

Ieri sera, dopo aver visto l'intervista a Conte ho capito perché i suoi studenti dell'università di Firenze, oltre a qualche collega particolarmente faceto, l'avevano soprannominato "la contessa". Non per le sue propensioni sessuali, piuttosto per quella spocchia insaporita di sublime altezzosità elemento distintivo delle aristocratiche matrone fiorentine con il sigillo nobiliare esibito al dito mignolo. I toscani son rinomati per la sagacia nella scelta dei nomignoli grazie a un'abilità innata nel saper cogliere vezzi e capricci negli esseri umani. E sì, il Conte è proprio una contessa: quel sopracciglio alzato è il classico segnale di diffidenza molto aristocratico per esprimere disappunto e dissenso, e allo stesso tempo necessario a mantenere una certa debita distanza con gli interlocutori non blasonati. L'espressione del viso è spesso un po' contrita, talvolta vira alla noia per rimandare a un distacco formale, sempre piuttosto elegante. L'aurea nobiliare traballa solo quando le contesse sono chiamate a rispondere in modo diretto su argomenti troppo popolari. Non si fa. Volgarissimo. Numeri, commissioni, mascherine farlocche, miliardi sperperati, amicizie e incarichi nebulosi, conflitti di interesse, tutti argomenti che fanno sobbalzare le contesse non use a occuparsi di tali quisquiglie. In questo caso le contesse sguainano un repertorio di locuzioni per ristabilire l'opportuno ordine di rango: "non si permetta, non consento, non faccia il fenomeno, smetta di ridere". In caso questo non dovesse bastare a rimettere a posto la plebe con le sue domande importune, le contesse non si fanno riguardo a passare alle ingiurie e alle offese. Sempre con un certo garbo, certo, ma implacabili. Si va dai "giornalacci" ai "circhi sotto il tendone" e ai "finti patrioti" per giungere al cruccio di qualsiasi "perdita di senso dell'onore" da parte dei "denigratori" che osano porre domande così poco signorili.

A un certo punto però Conte/la contessa si smaschera e fa una cosa che una vera contessa non farebbe mai: la vittima. Non doveva, perché il motto "never explain, never complain" non può essere frazionato a piacere. Se non si vuole spiegare, ca va sans dire, non ci si può lamentare. Noblesse oblige.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica