Senatrice Michaela Biancofiore, lei è contraria alla legge. Qual è il punto della riforma che considera più problematico?
"Il problema è a monte del provvedimento sul quale avendo rispetto per i miei sentimenti, la maggioranza ha consentito non partecipassi alla votazione. Io sono contraria alla caccia tout court, per me va abolita, trovo che uccidere per sport un qualsiasi essere vivente, sia barbaro, aberrante e ingiustificabile. Una violenza superflua, non dettata da alcuna necessità, se non quella atavica dell'essere umano, che di umano ha ben poco, di divertimento e sopraffazione su un essere più debole e senza armi di difesa paritarie. Lo trovo diseducativo e contrario ai principi di sicurezza che sono da sempre nel dna della nostra coalizione".
La norma attribuisce ai cacciatori il ruolo di "bioregolatori". È un obiettivo possibile?
"Ribadisco il concetto, per me la caccia va abolita e basta! Nel 2026 l'essere umano non ha l'esigenza di uccidere per nutrirsi, anzi. Il termine di bioregolatore è sopportabile e attribuibile solo alle guardie forestali e per la caccia di selezione che, ahinoi, serve per evitare lo sterminio e il propagarsi di malattie tra i branchi. Poi io non nego che esiste un problema legato agli ungulati, ai cinghiali, ai lupi e agli orsi, ma l'essere umano non può avere come unica via di uscita il fucile e quindi l'abbattimento. Vi sono moltissime soluzioni tecniche".
Quale intervento di riforma avrebbe perseguito?
"Come in gran parte delle democrazie evolute, si predispongono disegni di legge per l'abolizione della caccia. Il 78% degli italiani sono contrari alla caccia, coloro che hanno spiccata sensibilità per gli animali sono circa 30- 35 milioni, oltre 10 milioni posseggono almeno un animale domestico, abbiamo varato nel giugno scorso le norme per l'inasprimento dei reati di violenza contro gli animali, c'è altro da aggiungere?
Sono possibili interventi correttivi alla Camera?
"Sì brunire le canne dei fucili, tradotto
sigillarle, staccare il grilletto. Alla mia maggioranza di cui conosco intelligenze e sensibilità, dico che l'unico correttivo fattibile è dar retta a Papa Leone, proteggere il creato e non farla dunque diventare legge".