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Il "Corriere" decapita Renzi

"Egocentrico, incapace, forse massone": il club dei poteri forti molla il premier troppo autonomo

Il "Corriere" decapita Renzi

Per la seconda volta nella storia recente il Corriere della Sera getta la maschera ipocrita del quotidiano sopra le parti. La prima fu quando Paolo Mieli annunciò in un fondo il suo voto a favore di Romano Prodi nelle elezioni politiche del 2006. Ieri è stato il direttore Ferruccio De Bortoli a seppellire sotto una valanga di fango Matteo Renzi e il suo governo. Sintetizzo: il premier sarebbe un pazzo, arrogante, incapace, egocentrico ipertrofico e pure in odore di massoneria. Il suo governo, una scolaresca di bambine stupide.

Non credo che De Bortoli, il cui mandato è in scadenza, scriva sotto dettatura. Ma è inevitabile che la stroncatura del direttore venga giustamente attribuita anche al mondo che il Corriere rappresenta e che De Bortoli frequenta. Parliamo dei salotti buoni della finanza e delle banche, di grandi imprenditori con le aziende all'estero, di club-pensatoi esclusivi, dei big politici della sinistra al caviale. Si tratta di poche centinaia di persone che predicano democrazia ma schifano il consenso popolare e pretendono di decidere le sorti del Paese nei loro ristretti consessi. Per intenderci, di chi è riuscito, usando il Corriere della Sera (e La Repubblica ) come arma impropria prima a fare cadere Silvio Berlusconi e poi a sospendere la democrazia insediando a Palazzo Chigi senza elezioni Monti e poi Letta (ai quali De Bortoli fece da sponsor e megafono).

È un mondo, quello che ieri ha scritto con la penna di De Bortoli, che così come non ha accettato l'autonomia di Berlusconi, ora vede come un pericolo quella di Renzi. Entrambi infatti non hanno chiesto loro il permesso, il potere se lo sono presi solo grazie al consenso (Renzi anche col trucco, poi sanato alle elezioni europee). Guai a Dio se poi i due - Renzi e Berlusconi - fanno pure patti e immaginano che i loro partiti possano autonomamente scegliere il prossimo capo dello Stato (si parla di dimissioni di Napolitano entro febbraio). Il violento altolà a Renzi contiene infatti anche un ultimatum che sa di ricatto: o molli Berlusconi al destino a cui noi lo avevamo condannato dopo tanta fatica - cioè in soffitta - e tratti con noi, oppure sei morto anche tu. Berlusconi ha governato a lungo contro la volontà di questa lobby e per questo piace ancora alla gente. A occhio potrebbe provare a farlo anche Renzi. In quanto ai sospetti di massoneria, be', da che loggia viene la predica...

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