"Potranno ordinare stragi...". Ed è bufera su Travaglio

Una sentenza della Corte Costituzionale elimina il divieto di corrispondenza tra chi sta in regime di 41 bis e il proprio avvocato

"Potranno ordinare stragi...". Ed è bufera su Travaglio

È stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale la norma contenuta nell'articolo 41 bis dell'ordinamento penitenziario che impone la censura tra la corrispondenza del detenuto che si trova in regime di carcere duro (appunto, il 41 bis) e il proprio avvocato.

Cosa dice la sentenza

Il Giudice ha così stabilito che l'esercizio di difesa debba prevedere il diritto di comunicare, in maniera riservata, tra l'imputato e il proprio o i propri avvocati: questo diritto spetta a tutti i reclusi in carcere compresi, adesso, coloro i quali fanno parte del 41 bis. "La Corte Costituzionale nella recente sentenza n. 18 ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 41-bis, comma 2-quater, lettera e, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (legge sull’ordinamento penitenziario) nella parte in cui non esclude dalla sottoposizione a visto di censura la corrispondenza intrattenuta con i difensori", si legge sul portale del Diritto.

Cosa accadeva prima

D'accordo che sia molto delicato il lavoro di un avvocato nei confronti di un boss mafioso o terrorista, ma l'anomalia era certamente in quanto stabilito in precedenza dalla legge perché asssolutamente non in linea con uno dei principi cardine dello stato di diritto. Inoltre, come riporta Liberoquotidiano, la Corte Costituzionale aveva già sostenuto che la tesi contraria rappresentava"una generale ed insostenibile presunzione di collusione del difensore dell'imputato". In parole povere, è come se l'avvocato fosse automaticamente colluso con chi si trova in regime di 41 bis. È chiaramente un assioma assurdo.

La polemica con Travaglio

Sulla vicenda è intervenuto anche IlFattoQuotidiano che, con un articolo su quanto deciso dalla Corte Costituzionale, ha commentato la notizia affermando che l'eliminazione della censura tra la corrispondenza dei detenuti al 41 bis e gli avvocati sia "geniale: così i boss potranno ordinare omicidi e stragi", come è stato riportato da Liberoquotidiano. Insomma, il giornale di Travaglio, con questa affermazione, evidentemente non si fida di chi ha giurato di fronte alla legge e chi ha deciso di intraprendere la strada della legge e della giustizia soltanto perchè si trova a difendere carcerati di quel calibro. Come fa notare Libero, un conto è l'avvocato, un altro è il cliente. "I sostenitori della campagna giustizialista e manettara utilizzano adesso un nuovo argomento: quello di confondere l'avvocato con il cliente. Se l'avvocato difende un mafioso, è un mafioso. Lo schema delegittimante, purtroppo, è quello tipico dei sistemi antidemocratici, dove la figura del difensore viene relegata ad inutile e fastidioso orpello".

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