Così Salvini e Giorgetti si "dividono" sul superbonus

Matteo Salvini, pur non ritenendo sufficiente la misura, difende il superbonus, mentre il ministro Giancarlo Giorgetti aveva parlato di "settore drogato". Cinque Stelle in difesa dell'intervento, mentre il Pd denota alcune "criticità"

Così Salvini e Giorgetti si "dividono" sul superbonus

Il dibattito sul superbonus prosegue ed anima anche le prese di posizione della Lega (e della politica in generale). Il leader del Carroccio Matteo Salvini, ospite ad Rtl durante la trasmissione "No stop news", ha definito lo strumento come "efficace", sottolineando di essere all'opera per "aumentare la cessione del credito". Il ministro Giancarlo Giorgetti aveva parlato di un settore "drogato" dalla misura.

L'ex ministro dell'Interno ritiene che ampliare la cessione del credito sia necessario: "In caso contrario si bloccherebbe il settore edilizio che è in ripresa", ha fatto presente il vertice leghista. Il fatto che il superbonus non sia sufficiente - come ha affermato Giancarlo Giorgetti - , poi, per Matteo Salvini appare "ovvio". Ma la differenza sembra risiedere nella considerazione per cui lo strumento, per Salvini, rimane essenziale: "...è fondamentale andare avanti su questa strada per aiutare gli italiani e un settore come l'edilizia", ha concluso l'ex capo di Dicastero sul punto.

Nel corso di questi giorni, era appunto emersa l'opinione del ministro dello Sviluppo Economico che al CorrieredellaSera aveva raccontato di come il governo di Mario Draghi avesse provato a porre un freno nei confronti del superbonus: "Stiamo mettendo un sacco di soldi sull'edilizia che, per carità, può aver avuto senso sostenere nella fase più dura della pandemia e di certo contribuisce chiaramente alla crescita. Ma ora - aveva aggiunto Giancarlo Giorgetti - droghiamo un settore in cui l'offerta di imprese e manodopera è limitata. Stiamo facendo salire i prezzi e contribuiamo all'inflazione". Stando a quanto dichiarato dal ministro, l'estensione della misura è dipesa dal Parlamento.

Giorgetti aveva pure criticato alcuni degli aspetti della misura, contestualizzando l'intervento rispetto alle evoluzioni tecnologiche ed energetiche in corso: "Chiediamoci cosa può fare lo Stato - ha continuato il ministro nell'intervista rilasciata alla fonte sopracitata - di fronte alla rivoluzione digitale e energetica o allo choc che investe l'automotive, che deve uscire dai modelli endotermici tradizionali. Invece diamo soldi ai miliardari per ristrutturare le loro quinte case delle vacanze. Ride tutto il mondo", aveva tuonato.

Intanto anche gli altri partiti politici stanno prendendo posizione in merito. "Le dichiarazioni contro il superbonus del Ministro dello Sviluppo Economico, il leghista Giorgetti, sono totalmente fuori luogo e senza contatto con la realtà. Non capisco come Giorgetti possa dichiararsi contrario al Superbonus 110%, misura che ha prodotto un terzo dell'aumento del Pil nel 2021, fulcro del Piano nazionale di ripresa e resilienza", ha scritto via social l'europarlamentare grillino Massimo Castaldo. I pentastellati proseguono con una ferma difesa del bonus che hanno con forza voluto introdurre.

Chi ha sottolineato gli aspetti critici, pur evidenziando quanto il superbonus stia mettendo in campomper il rilancio economico del Belpaese, è l'onorevole Alessia Rota, esponente del Pd, che ha detto la sua a L'Aria che Tira, trasmissione che va in onda su La7: "Il Superbonus ha delle evidenti criticità ma in una fase di crisi economica ha svolto una funzione importante per rilanciare l'edilizia e l'economia del Paese. Naturalmente, servono dei correttivi per contrastare le frodi senza paralizzare i cantieri e le attività con grave danno per famiglie e imprese. Sono certa che Governo e Parlamento troveranno soluzioni adeguate".

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