Dopo settimane di polemiche, c'è un nuovo indagato nella discussa inchiesta della Procura di Sion sulla strage di Crans-Montana. Oltre ai titolari del "Constellation", riferisce la televisione svizzera Rts, ci sarebbe un ex responsabile della sicurezza del Comune, l'ente che era deputato ai controlli annuali sul locale, e che invece non li ha svolti dal 2019 in poi. E "non ci furono rilievi", ha raccontato Jacques Moretti nell'ultimo interrogatorio. Si tratterebbe di Ken Jacquemoud, che dopo Crans-Montana è diventato il responsabile della sicurezza antincendio del comune della Val-d'Illiez.
Sarà interrogato lunedì 9 febbraio. Dalle carte del fascicolo, emerge che uno dei legali delle parti civili, aveva già sollecitato i primi di gennaio la Procura ad ascoltare l'uomo, che l'8 gennaio aveva nominato il suo legale, David Aïoutz. L'avvocato ieri ha confermato a Rts il coinvolgimento del suo assistito. Eppure, nel comunicato del 23 gennaio, la procuratrice Beatrice Pilloud aveva fatto sapere che "non c'erano altri indagati".
Qualcosa si muove, dopo la presa d'atto da parte della svizzera della richiesta italiana di invitare una squadra di investigatori che possa collaborare con le autorità elvetiche, ed è stato fissato per metà febbraio l'incontro tra i pm di Roma e gli inquirenti di Sion. Nelle scorse ore è stata trasmessa alla Procura capitolina una nota di risposta dell'Ufficio Federale di Giustizia elvetico in cui si comunica che è stata "accettata" la richiesta di rogatoria inviata dagli inquirenti. Nei prossimi giorni il fascicolo dovrebbe essere trasmesso integralmente ai pm italiani. Che solo dopo aver ricevuto gli atti procederanno con le iscrizioni nel registro degli indagati dei gestori del "Constellation" ed eventualmente di altre persone. Il team investigativo che andrà in Svizzera sarà composto dagli agenti della Squadra Mobile e dei Vigili del Fuoco, e sarà istituita in un secondo momento una squadra investigativa comune a cui prenderanno parte anche gli altri Paesi coinvolti nella strage. Si procederà dunque con una complessa indagine congiunta, a cui prenderanno parte anche i pm romani per la raccolta delle prove. Un riavvicinamento tra le procure che non placa la polemica politico-giudiziaria tra i due Paesi e che ha suscitato l'interesse anche della stampa francese (Le Monde ha parlato di "crisi diplomatica inedita tra i due Paesi confinanti"). Ieri i parlamentari svizzeri di tutto l'arco politico hanno parlato di "minacce davvero significative allo stato di diritto" davanti alle quali la Svizzera "deve rimanere molto ferma" in quanto "la separazione dei poteri non è solo qualcosa che ci fa comodo ma è un principio fondamentale dello stato di diritto".
Nell'ultimo incontro tra le famiglie delle vittime e l'avvocatura dello Stato, Alfredo Zampogna, legale della famiglia di Chiara Costanzo, ha avanzato l'ipotesi di "un'azione giudiziaria internazionale" congiunta da parte dei nove Paesi che contano vittime. Per Zampogna però prima di tutto "l'inchiesta va tolta alla procuratrice generale Beatrice Pilloud perché ha un conflitto d'interesse col sindaco di Crans-Montana, in quanto appartengono allo stesso partito".
E intanto emerge il dettaglio che la banca francese Le Crédit Lyonnais "ha messo fuori pista i proprietari del Constellation". La rivelazione compare in un articolo pubblicato ieri da Le Canard Enchainé, il settimanale satirico francese.
"Contrariamente alle banche svizzere, che hanno prestato senza contare ai coniugi Moretti - si legge nell'articolo - la banca francese ha smesso, dal 2021, di finanziare le loro transazioni immobiliari, dopo la scoperta di garanzie incerte".