Crescono tamponi e positivi In una settimana 490 focolai

Ieri altri 1.411 casi. Iss: 20% dei casi importati dall'estero, l'età media è scesa a 29 anni. L'Rt nazionale a 0,75

Leggere i dati del contagio di questi giorni destabilizza. Da un lato sembra che il numero degli infetti si stia allargando a macchia d'olio, dall'altro siamo ancora palesemente lontani da una seconda ondata. Determinante per capire le nostre sorti di settembre sarà la prossima settimana, quella dei rientri e della ripresa su larga scala delle attività.

Cominciamo dalle notizie negative: nessuna regione italiana è a contagi zero, i casi ieri sono saliti a quota 1.411 e sono raddoppiati in una settimana (ma è anche raddoppiato il numero dei tamponi), i numeri peggiorano ogni giorno confermando un trend di crescita costante, l'Istituto superiore di sanità rileva che l'età media dei contagiati si è abbassata tantissimo, a 29 anni «confermando una tendenza in diminuzione», i focolai dell'ultima settimana sono 490. Infine, ciò che preoccupa maggiormente: l'indice Rt, quello che racconta l'andamento del contagio: da luglio è costantemente ad di sopra dell'1, la soglia di allerta, e la scorsa settimana (data dell'ultima misurazione) ha toccato quota 1,55 in Lombardia. E questo di fatto ci dice che il virus è ancora forte. Detto questo, i ricoverati in terapia intensiva sono «solo» 67 (due in meno rispetto a mercoledì) a conferma che siamo anni luce lontani dalla situazione di marzo, e i morti 5. «Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all'estero) - precisa la nota dell'Iss - ed una minore gravità clinica dei casi che sono spesso sono asintomatici».

Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe registra nella settimana 19-25 agosto, rispetto alla precedente, un incremento del 92,4% dei nuovi casi (6.538 contro 3.399). Ma anche i tamponi sono aumentati, passando da 180.300 a 309.127. «In soli sette giorni dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione si sfiora il raddoppio dei nuovi casi totali, non solo per l'incremento dell'attività di testing, ma anche per l'aumento del rapporto positivi/casi testati. Inoltre, si conferma il trend in crescita dei pazienti ospedalizzati con sintomi e, in misura minore, di quelli in terapia intensiva».

Si tratta di spie rosse che non devono generare allarmismi inutili e ora fuori luogo ma, sostiene Cartabellotta, «devono infondere una comune consapevolezza sull'andamento dell'epidemia nel nostro paese al fine di mantenere alta la guardia, sia da parte delle istituzioni che devono potenziare la sorveglianza epidemiologica, sia da parte dei cittadini chiamati ad attenersi a tutte le misure di sicurezza, senza minimizzazioni di sorta». Quindi abbiamo ancora in mano tutte le care giuste per vincere la partita e bloccare la seconda ondata autunnale.

Preoccupa il virus di importazione, cioè quello portato dall'estero anche dagli italiani in vacanza. Da 1.408 nuovi casi riportati nella settimana 15-21 luglio siamo passati a 6.538 nuovi casi della settimana 19-25 agosto, con un incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,1%. L'Iss calcola che il 20% dei casi ha origini extra confine. «Questa rapida ascesa nella curva dei contagi precisa la fondazione Gimbe inizia a riflettersi gradualmente sull'aumento dei pazienti ricoverati con sintomi e in terapia intensiva».

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