Leggi il settimanale

Hormuz, raid Usa e guerra di annunci

Razzi su basi e Stretto. Teheran: "È chiuso, conta più dell’atomica". Trump: "È aperto"

Hormuz, raid Usa e guerra di annunci

Il quadro tra Washington e Teheran sta diventando sempre più rischioso. Le forze statunitensi hanno lanciato una nuova serie di raid aerei contro l'Iran domenica mattina all'alba dopo che i pasdaran hanno attaccato una nave mercantile battente bandiera cipriota nello Stretto di Hormuz e dichiarato chiusa la cruciale via navigabile "finché non cesseranno le interferenze regionali da parte degli Stati Uniti".

Questo è il terzo scambio di colpi tra Washington e Teheran nella settimana. La televisione di stato iraniana ha riportato esplosioni ad Asaluyeh, Deyr, Bushehr, Bandar Abbas e Sirik. Tutte le aree si trovano nell'Iran meridionale. La marina di Teheran ha affermato di aver aperto il fuoco contro la portacontainer dopo che "diverse navi avevano tentato di navigare lungo una rotta non autorizzata" e ignorato le direttive di transito attraverso le acque territoriali iraniane. Ha avvertito che avrebbe reagito con una forza a qualsiasi rappresaglia statunitense.

In risposta agli attacchi americani, i pasdaran hanno lanciato raid contro basi statunitensi e alleati nella regione. Teheran ha colpito una base americana in Giordania, mentre Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait e Bahrein hanno risposto al lancio di missili e droni da parte dell'Iran. Questo episodio segue gli incidenti avvenuti all'inizio della settimana, in cui tre petroliere sono state attaccate, provocando uno scambio di raid tra Stati Uniti e Iran. L'escalation avviene mentre Teheran cerca di affermare il suo controllo sulla navigazione attraverso lo stretto. Tuttavia, il bombardamento ha segnato un aumento della tensione in termini di ritmo e portata. I raid si sono estesi al Qatar, mediatore nei colloqui per il cessate il fuoco e che non era stato attaccato da aprile, mentre gli Emirati Arabi Uniti, che non erano stati presi di mira dai primi di maggio, hanno affermato che la loro difesa aerea ha intercettato missili e droni.

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, nonché capo negoziatore del Paese con gli Stati Uniti, ha scritto su X che "l'era degli accordi unilaterali è FINITA". Ha poi aggiunto: "Ve l'avevamo detto: mantenete la parola data o ne pagherete le conseguenze. La realtà bussa alla porta". Gli attacchi statunitensi hanno colpito 140 obiettivi militari iraniani, tra cui siti missilistici e di droni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera. Il Segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha affermato: "L'Iran ha fatto una scelta sbagliata. Ora la pagherà". Il nodo centrale della contesa è Hormuz. L'Iran ha cercato di istituire un sistema per la riscossione di pedaggi nello stretto, che prima della guerra trasportava un quinto delle spedizioni mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto, e ha avvertito le navi di non navigare senza la sua autorizzazione.

"Hormuz è aperto, li abbiamo bombardati pesantemente", ha replicato Donald Trump. Il Centro Congiunto di Informazione Marittima, guidato dalla Marina degli Stati Uniti, ha ribadito che una rotta meridionale "ampliata" vicino all'Oman è disponibile per il traffico bidirezionale. Finora, le minacce del presidente Trump e i bombardamenti aerei americani non sono riusciti a costringere l'Iran ad allentare la sua presa sullo stretto. Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ha dichiarato che Hormuz, "è più importante per l'Iran del suo programma nucleare". L'atmosfera rimane dunque infuocata. Nel pomeriggio di ieri Axios riferisce di nuovi raid americani vicino allo stretto strategico.

E all'indomani delle parole della Guida Suprema Mojtaba Khamenei che ha detto di voler vendicare la morte del padre, i media iraniani vicini al regime hanno continuato a invocare minacce a Trump, Netanyahu e ai leader del Golfo.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica