Dalla barba bianca alla felicità: in onda il fair play

Un giocatore d'azzardo, ma anche un padre. Un leader politico disincantato, ma anche un uomo di teatro. Il catalogo è ampio e sfaccettato

Dalla barba bianca alla felicità: in onda il fair play

Un giocatore d'azzardo, ma anche un padre. Un leader politico disincantato, ma anche un uomo di teatro. Il catalogo è ampio e sfaccettato. In mezz'ora d'intervista con Fabio Fazio, dalla stretta di mano iniziale a quella di congedo, ieri sera Berlusconi ha messo in mostra tutto il suo repertorio. Lo riconosceranno anche i suoi più convinti detrattori: da consumato giocatore d'azzardo, il Cavaliere ha fantasia, disinvoltura nel colpo di scena, facilità a riscrivere liturgie e copioni della comunicazione. Era un azzardo andare a sedersi nella poltroncina di Che tempo che fa. Era un rischio dover affrontare le domande del conduttore, per una volta incalzante e appuntito. Ma la sfida è vinta, e alla fine ha prevalso il fair play. Due anni e mezzo fa, gennaio 2013, nel precedente che si può paragonare a quello di ieri sera, l'ospitata di Berlusconi da Michele Santoro fu il trampolino della risalita e segnò l'inversione di tendenza della campagna elettorale. Un momento di storia della televisione che consegnò a La7 il 33,58 per cento di share con 8,7 milioni di telespettatori. Vedremo stamattina se il Cavaliere regalerà un altro record a Raitre e a Fabio Fazio. Ieri sera non ci sono stati grandi colpi di scena. Niente provocazioni, niente entrate scorrette, se si eccettuano alcune licenze postume di Luciana Littizzetto. Si è parlato di politica, anche con evidenti divergenze, ma alla fine dentro una cornice umana e rispettosa. Berlusconi ha suggerito a Fazio di tagliarsi la barba bianca, «avrebbe un'immagine migliore». Un consiglio paterno, «da vecchio editore di televisione», giusto per rimarcare la differenza d'età e d'autorevolezza. «Le assicuro che non me la sono fatta crescere quando ho saputo che sarebbe venuto», replica Fazio. Cioè, non sono così per far dispetto a lei. Come mai dopo dodici anni che la invito, questa volta ha deciso di venire? «Perché finora non me l'avevano mai detto», mente spudoratamente il Cavaliere. Bisogna vincere il filo d'emozione della «prima volta» con un incipit leggero e qualche schermaglia, prima di buttarsi in politica. La rifondazione di Forza Italia: partito-monarchia o democrazia? La rivoluzione liberale riuscita a metà. Il Patto del Nazareno, i successi veri o presunti di Renzi. Sebbene Fazio incalzi più del solito, tuttavia non vuole l'intervista ostile o il clima d'arena politica. «Perché applaudite?», spegne il pubblico che sottolinea le sue chiose più critiche. Sembra sincero quando gli chiede perché, con tutte le cose importanti che ha fatto, invece di andare in giro per l'Italia e avvelenarsi a trattare con gli alleati, Fitto, Alfano, Verdini, non si gode la vita e il tempo libero? Si parla anche anche delle unioni gay e dell'esperienza ai servizi sociali di Cesano Boscone. Anche la vendita del Milan è un argomento per sdrammatizzare. Dopo tutte le sue battaglie contro i comunisti sta per vendere ai comunisti cinesi. Berlusconi sta al gioco. Se lei crede ai giornali non è credibile, contrattacca prima di rispondere: «Per reggere la concorrenza dei petrodollari, il mio Milan ha bisogno di denaro fresco». Il finale è a sorpresa: lei è felice, gli chiede Fazio. «Non so che cosa sia la felicità, ma mi sento sereno» è stata la risposta. «Ho sempre fatto le cose che sentivo di dovere fare, ho sempre agito con rispetto nei confronti di tutti».