De Luca mette all'indice i deputati campani che hanno votato l'autonomia

Il governatore fa la lista di proscrizione e Emiliano invoca la piazza. Salvini: "Chiacchieroni e fanfaroni, così li manderemo a casa"

De Luca mette all'indice i deputati campani che hanno votato l'autonomia
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L'autonomia spacca la politica, altro che l'Italia. Il decreto-legge approvato due giorni fa dopo una lunga maratona a Montecitorio accende il dibattito. Anzi, lo infuoca. C'è chi invoca la piazza e fomenta gli italiani. La rivolta parte dal sud e i governatori del Meridione fanno a gara per attaccare. Compresi quelli di centrodestra, che non celano il malcontento. Michele Emiliano, presidente della Puglia, si dice contrario ad agire per vie legali, con un ricorso alla Consulta, troppo tempo, meglio sibilare la piazza. «La via maestra è quella politica, quella di una rivolta di tutti gli italiani» ha detto in diretta televisiva su La7.

Gli ha fatto eco dalla Campania Vincenzo De Luca che, nel corso del suo solito show del venerdì sui social, ha pubblicato una lista di proscrizione. L'elenco dettagliato di chi avrebbe «tradito la Campania e il sud». Nomi e cognomi dei parlamentari eletti in Campania che hanno espresso il proprio parere favorevole nei confronti della riforma costituzionale. Prima legge i nomi, uno per uno, con fare teatrale e, poi, dice: «Eccoli i nostri eroi ai quali vedremo di dare una medaglia al valor civile per aver contribuito a calpestare gli interessi del Sud».

A rispondergli il leader leghista Matteo Salvini: «Mandati a casa i chiacchieroni e i fanfaroni. Quelli che rubano i voti del Sud da 50 anni senza fare una mazza». E pure il deputato campano di Fratelli d'Italia Imma Vietri che ricorda come nel 2019 fu proprio Vincenzo De Luca a chiedere l'autonomia per la sua regione. Il fronte comune cresce e la sinistra prova a fare rete, a usare il decreto sull'autonomia come clava contro l'esecutivo. I Verdi di Sinistra Italiana annunciano una raccolta firme per il referendum abrogativo contro il disegno di legge, il Partito Democratico di Elly Schlein gli va dietro, e rilancia con frasi roboanti e ad effetto: «È la condanna a morte del Mezzogiorno». Le fibrillazioni, però sono anche a destra. Forza Italia ha cercato di ricucire lo strappo con l'azzurro Roberto Occhiuto che, dalla sua Calabria, si è detto preoccupato. «Le sue preoccupazioni sono legittime ma anche eccessive hanno fatto sapere dal partito - abbiamo migliorato il testo anche grazie alle sue indicazioni». Ad intervenire anche il ministro per le Riforme Costituzionali Elisabetta Casellati che avverte: «l'autonomia rispetta l'unità nazionale». E da destra, stanchi delle polemiche, ricordano come la legge sia stata voluta dal Partito Democratico. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Tommaso Foti rammenta ai suoi colleghi come «l'autonomia non sia stata approvata l'altro giorno, ma che sia in Costituzione dal 2001 con una riforma che ha voluto la sinistra. Ora, invece, tutti sono contrari. Non solo loro, anche le Regioni che l'autonomia l'avevano già chiesta». Le polemiche si placano al nord dove, l'autonomia, è attesa da anni. Massimiliano Fedriga, dal Friuli-Venezia Giulia ribadisce come la legge «non spacca l'Italia e non stupra la Costituzione».

Luca Zaia la fa semplice: «chi è contro l'autonomia vuole un'equa divisione del malessere. Chi la vuole, invece, è per l'equa divisione del benessere». E manda un messaggio ai suoi colleghi, «fossi un governatore del sud, la chiederei subito».

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