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"È un delitto: quel locale non doveva avere la licenza"

L'imprenditore: "Non si serve l'alcol ai minorenni"

"È un delitto: quel locale non doveva avere la licenza"
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Flavio Briatore lo conoscete. Oggi è sconvolto. Continua a ripetermi: "Erano ragazzini, avevano 17 anni e tutto il futuro davanti a loro. Volevano festeggiare, divertirsi. Sono morti tra atroci sofferenze". Flavio Briatore possiede e gestisce molti locali in giro per il mondo. È esperto. Sa come si progetta e si gestisce un locale. Chiedo a lui come giudica l'orrore di Crans Montana

Briatore, come definirebbe questa tragedia?

"Omicidio. Non c'è dubbio: omicidio. Non mi parlate di sfortuna, di caso, di circostanze avverse. Questo è omicidio".

Lei ha molti locali in Italia e nel mondo. Cosa pensa di questo locale dove è scoppiato l'incendio?

"Non doveva neanche avere la licenza. Questo pensiero mi ossessiona: come ha fatto un locale come quello ad ottenere la licenza? Non si può dare la licenza ad un locale che non ha uscite di sicurezza. Chi ha esaminato le domande? Chi ha fatto le verifiche? Chi ha controllato? Vorrei una risposta a queste domande".

Lei dice che non aveva uscite di sicurezza ma c'era una scala per uscire.

"Esatto: una sola scala, piccola, angusta. Assolutamente insufficiente per ospitare decine, anzi centinaia di persone. Sembra che su questa scala, ripidissima, potessero salire due o tre persone per gradino. Pensa a quanto tempo ci voleva per fare uscire 300 persone in preda al panico".

Nella progettazione di un locale le uscite di sicurezza sono importanti?

"Per noi, in tutti i locali che abbiamo nel mondo, le uscite di sicurezza sono la parte fondamentale della progettazione. Prima si sistemano le uscite e ci si assicura che siano sufficienti, si controlla che siano facilmente accessibili, che siano larghe, che siano visibili da ogni punto della sala. Poi si fa il resto".

I ragazzi erano in un sottoscala con soffitti bassi.

"Ed erano tutti minorenni, ragazzini di 15,16 anni. Poteva esserci tuo figlio, poteva esserci mio figlio, mi vengono i brividi a pensarci".

Il fatto che fossero molto giovani conta?

Certo. È chiaro che sono meno esperti. Che possono più facilmente farsi prendere dal panico. Poi da quello che ho capito circolava liberamente alcol. Questo certo non li ha aiutati ad essere completamente lucidi. Nei locali pubblici non si dà da bere ai ragazzini minorenni. È proibito qui in Italia e in molti altri paesi del mondo. Immagino anche in Svizzera. Noi nei nostri locali facciamo controlli attentissimi. Pensa che a Montecarlo abbiamo una macchina che esamina le carte di identità. Perché sappiamo che qualche ragazzino falsifica i dati sulla carta di identità per sembrare maggiorenne. Con quella macchina ce ne accorgiamo e niente alcol".

C'è la questione dei soffitti...

"Già. Quei locali lì hanno bisogno di soffitti molto alti. Anche questo deve essere un aspetto essenziale nella progettazione. E poi nel controllo delle autorità. Soffitti alti e non incendiabili. Qui invece pare che ci fosse una copertura di un materiale simile alla gommapiuma".

Scintillini di fuoco in un locale chiuso si possono fare?

"Si possono anche fare ma devi avere gli spazi, i soffitti molto alti, e devi sapere bene quando sono pericolosi. Soffitto basso e in legno ricoperto di gommapiuma non va d'accordo con gli scintillini. Poi sembra che alcuni ragazzi abbiano preso sulle spalle altri ragazzi con le bottiglie in mano, e sulle bottiglie erano montati gli scintillini, e a quel punto il fuoco era a due centimetri dal soffitto".

Ma gli scintillini sono fuochi piccoli

"Sì ma presentano molti rischi. Sai perché? Perché non li puoi spegnere. Non sono candele. Se soffi non li spegni. Sono fuoco vivo, sono micidiali".

Nei vostri locali si usano?

"A Dubai, e in altri posti, nei nostri locali non usiamo più quelli che si incendiano. Li abbiamo sostituiti con scintillini elettrici a rischio incendio zero. Lo abbiamo fatto per una questione di sicurezza. C'è gente che fa i compleanni con gli scintillini. Si inchina per spegnerli soffiando e prendono fuoco i capelli.

Ma com'è possibile che in Svizzera diano un permesso per fare una cosa del genere? La Svizzera è la Svizzera. Per noi italiani un mito di efficienza e di rigore.

"Non lo so. In Italia abbiamo continuamente i controlli dell'autorità sulle uscite di sicurezza. Ed è bene così. È giusto così".

In Italia può succedere quello che è successo a Crans Montana?

"No. In Italia non può succedere. Le autorità non ti permetterebbero mai di avere una licenza con un locale in quelle condizioni. La cosa che mi fa strano e che gli svizzeri, sempre precisi e puntuali e puntigliosi nei controlli, abbiano concesso la licenza e abbiano permesso ai ragazzini di bere".

C'è una responsabilità di questa strage. Non è una casualità?

"Nessuna casualità. Ci sono eccome le responsabilità. I magistrati dovranno stabilire di chi. Ma quello che è avvenuto, te lo ripeto, è omicidio".

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