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Delrio: "Ora voglio la verità su quei dossier"

Il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, riferendosi a presunte fotografie di cui si fa cenno nelle intercettazioni dei pm di Potenza nell’ambito delle indagini Guidi-Gemelli, dice di non avere nulla di cui temere. "A Cutro sono andato da sindaco di Reggio Emilia. Le due città sono gemellate"

Delrio: "Ora voglio la verità su quei dossier"

Chiamato in causa in modo pesante dal compagno di Federica Guidi, che in una telefonata intercettata fa riferimento a un fantomatico "regalo dei carabinieri" contro il ministro renziano dei Trasporti ("usciranno le foto con i mafiosi... quelli della 'ndrangheta"), Graziano Delrio vuole andare fino a fondo. "A questo punto - dice in un'intervista a Repubblica - voglio sapere se davvero pezzi dello Stato tramano contro altri pezzi dello Stato. Voglio sapere se davvero un carabiniere ha preparato dei dossier falsi contro un ministro della Repubblica. Ho deciso di presentare su questo un esposto alla procura di Roma. Voglio la verità".

Riferendosi a presunte fotografie di cui si fa cenno nelle intercettazioni dei pm di Potenza nell’ambito delle indagini Guidi-Gemelli, Delrio afferma: "Io ho nulla di cui temere. A Cutro ci sono andato da sindaco di Reggio Emilia. Le due città sono gemellate. Ero lì con la fascia tricolore. Sono andato ad una cerimonia, per qualche metro ho seguito la statua locale della Madonna. E basta. Hanno provato a invischiarmi in quella roba, ma non hanno trovato niente perché era impossibile trovare qualcosa. Mai un avviso di garanzia. Voglio sapere se questa attività di dossieraggio è vera oppure no. Voglio sapere se la gente - non solo un ministro - può fidarsi delle istituzioni. Poi se vengo attaccato da un comitato d’affari, beh per me è un onore. È una medaglia da mettere sul petto".

Delrio prosegue ricordando che "tutti sanno che io ho fama di essere un irreprensibile. Ma queste sono parole. I fatti invece sono che appena arrivato al governo con Renzi, abbiamo nominato Gratteri, magistrato antimafia, alla presidenza della commissione per riscrivere il codice di procedura penale. Io sono stato sempre contro la mafia figuratevi se andavo a Cutro per incontrare i mafiosi". E sul presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, che sarebbe venuto da lui per sponsorizzare Alberto Cozzo come commissario straordinario dell’autorità portuale di Augusta, Delrio ha detto che "è vero che Lo Bello è venuto un paio di volte da me. Ma mi ha sempre parlato del rinnovamento dell’aeroporto di Catania. Le camere di commercio sono i soci dell’Aeroporto, era normale. Ma non ricordo assolutamente che mi abbia mai parlato di Cozzo. Di certo non lo ha sponsorizzato, me lo ricorderei". Cozzo è stato poi confermato: "Ma io ho prorogato i commissari in attesa che entri in vigore la riforma dei porti con i nuovi meccanismi di nomina delle autorità portuali - ha spiegato - . Il che accadrà entro un paio di mesi. Io lo direi tranquillamente se Lo Bello mi avesse parlato di Cozzo. Non c’è niente di male se la Camera di commercio parla a un ministro di un’autorità portuale. Si ascolta e poi si decide in coscienza. Ma, semplicemente, non è avvenuto".

E rispondendo ad una domanda se gli fosse mai stato suggerito il nome di Cozzo, Delrio risponde: "Solo una persona lo ha fatto. La sindaca di Augusta, del Movimento 5Stelle, me ne ha parlato bene. E le ho detto che non mi sembrava così bravo. Non mi sembra un fulmine di guerra. Li ci sarebbero una marea di investimenti da utilizzare, ma non mi sembra che si dia da fare. Pensi che con questo Cozzo ho un carteggio in cui cerco proprio di stimolarlo a muoversi. Lì ci sarebbe tanto da fare. Gli ho anche affiancato l’Anac per evitare problemi. A me non risulta che sia un soggetto chiacchierato. Però per evitare incidenti in quella regione lo abbiamo fatto affiancare da Cantone. Insomma, io ho la coscienza a posto e non ho nulla di cui aver paura".

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