Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 13:17
In evidenzaAggiornato alle ore 13:17
Mondo

"Le democrazie sono in crisi. Ue più forte con Emmanuel"

L'ex premier: "Siamo nella post-verità, bisogna ricreare condizioni di fiducia. La vittoria di Marine? Uno choc"

In Francia si consuma la rottura tra Valls e il Partito socialista

Parigi. L'ex primo ministro francese Manuel Valls sostiene Emmanuel Macron e avverte sui rischi persistenti del populismo.

Marine Le Pen sembra essersi avvicinata.

«Ha beneficiato della crisi che la Francia attraversa, dell'inquietudine e della collera nel nostro Paese. Ha truccato il suo progetto, cancellando la radice razzista, antisemita e antieuropea del Front National e di suo padre. Una sua vittoria sarebbe uno choc per la Francia. Uscire dalla Nato e dall'Ue, come lei propone, peraltro nel pieno del conflitto russo-ucraino, sarebbe tragico».

Macron, se rieletto, si impegnerebbe a cambiare l'Ue in senso politico?

«È complesso mettere d'accordo 27 Paesi. L'Ue è una costruzione straordinaria ma è composta da nazioni, lingue, culture e tradizioni diverse. Elementi che possono essere riunificati tramite la democrazia, l'economia di mercato e la cultura. La guerra in Ucraina e la pandemia hanno dimostrato che l'Europa necessita di maggiore sovranità e di elementi politici rafforzati. Spero che le lezioni della pandemia e della guerra possano rendere l'Europa più forte. Confido che riusciremo a diventare autonomi rispetto al gas e al petrolio».

Marine Le Pen, Eric Zemmour e Jean Luc Mélenchon: la maggioranza ha comunque votato per candidati «anti-sistema».

«Le democrazie parlamentari fanno fatica. Il mondo è in crisi anche per colpa dei media. Siamo nell'epoca della post-verità, delle fake news. Siamo in una società più orizzontale e molto bene informata ma una parte dei cittadini dubita della democrazia. Lo abbiamo visto con la crisi sanitaria. Bisogna ricreare le condizioni per la fiducia e Macron è impegnato su questo fronte. La questione democratica e quella sociale potrebbero essere risolte, spero, con la sua vittoria».

Repubblicani e socialisti sono in crisi.

«La campagna elettorale, con le tematiche europee, la difesa, il modo di vivere insieme dei francesi e i loro valori, ha dimostrato che questa è l'era della post-ideologia. C'è un'evoluzione e i vecchi partiti non l'hanno capito. Per questo ho lasciato il Partito socialista. Mélenchon domina la sinistra, mentre l'estrema destra domina i conservatori. Non escludo che un giorno i francesi debbano decidere tra l'estrema sinistra di Mélenchon e l'estrema destra di Le Pen. Ma spero che i francesi riescano ad aderire ad un modello europeo più progressista, democratico e repubblicano».

Lei, come Obama, si oppone alla «cancel culture».

«È contro tutto ciò che la Francia rappresenta. Siamo francesi perché aderiamo a una storia, a una cultura, a una lingua e a valori repubblicani. La cancel culture è l'idea di mettere in primo piano le piccole identità, le minoranze, ma queste non possono non far parte di un'identità generale, collettiva e comunitaria. Cercano d'imporre questa cultura in Francia. Ma non accettiamo questa visione che non ha niente a che fare con la fondazione repubblicana francese».

La sua strategia sembra un'alleanza contro tutti i «populisti».

«Bisogna costruire un'Europa forte in materia difensiva e diplomatica, risolvere il difficile problema dell'immigrazione dall'Africa, che l'Italia e la Francia conoscono bene. Dovrebbe essere combattuto il rifiuto, ossia la paura alimentata dall'estrema destra, e creare un progetto politico che doni nuove idee, pure in relazione all'ecologia, grande problema per le nuove generazioni. Si dovrebbe edificare un nuovo progetto politico, europeo e nazionale, per ciascuno dei nostri Paesi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.