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"Difendiamo i gasdotti. L'Italia deve imparare dal caso Nord Stream"

La sottosegretaria alla Difesa Stefania Pucciarelli: "Oggi più che mai necessario un impegno militare per proteggere le infrastrutture. Saremo al fianco degli ucraini fino alla pace"

"Difendiamo i gasdotti. L'Italia deve imparare dal caso Nord Stream"

Le acque del Baltico si fanno sempre più agitate. Mentre restano ancora avvolte nel mistero le dinamiche del sabotaggio dei gasdotti, la tensione tra Russia e Occidente ha superato i livelli di guardia. È per questo che l'Ucraina cerca riparo sotto l'ombrello Nato. Lo scenario è complesso e per il sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, la situazione crea ulteriori rischi di potenziali escalation.

Cosa può succedere?
«Quanto capitato nel Baltico deve essere oggetto di indagini e approfondimenti. Nel frattempo l'Italia deve imparare la lezione. Abbiamo tre gasdotti di vitale importanza da proteggere: Transmed che convoglia a Mazara del Vallo il gas algerino, il Greenstream libico e il Tap che porta il gas azero in Puglia. Oggi più che mai è necessario un impegno militare per prevenire e contrastare eventuali attacchi ad infrastrutture strategiche come i gasdotti o i cavidotti per connessioni digitali che corrono sotto i nostri mari. La nostra collocazione geostrategica e il contesto geopolitico impongono un cambio di passo nella difesa della dimensione marittima, anche con maggiori investimenti».

Chi trae vantaggio da questi attacchi?
«È un tentativo di destabilizzazione che avvantaggia chi vuole speculare. Alzare il livello di tensione in una situazione già compromessa e instabile rasenta il suicidio, perché comporta una naturale escalation del conflitto in corso, oltre a un danno economico che può mettere in ginocchio le nazioni che non sono autonome nella produzione di energia. Chi indaga non deve trascurare l'ipotesi di interruzione deliberata».

Le infrastrutture strategiche dell'Ue sono a rischio?
«Quanto accaduto preoccupa, ma come sempre ci troviamo a rincorrere le emergenze. La nostra Difesa continua a proteggere le infrastrutture strategiche, pur con finanziamenti non sempre all'altezza. Stiamo aumentando il dispositivo aeronavale e subacqueo della Marina per il pattugliamento e il monitoraggio di ogni zona a rischio del Canale di Sicilia».

Secondo il Times Putin starebbe preparando un test nucleare ai confini con l'Ucraina.
«La retorica nucleare di Putin rappresenta l'escalation più significativa dallo scorso 24 febbraio. Se da una parte questo atteggiamento può essere letto come un fallimento degli obiettivi iniziali, dall'altra rappresenta una minaccia che non può essere sottovalutata. Credo che siamo arrivati a un punto cruciale».

L'Ucraina entrerà nella Nato?
«Le porte dell'Alleanza sono aperte e ogni democrazia europea ha diritto a chiedere l'adesione. La delibera non spetta all'Italia ma a tutti i Paesi membri. Noi rimarremo impegnati a sostegno di Kiev fino al raggiungimento di un accordo di pace».

Il nuovo governo continuerà su questa linea?
«Nuovo governo non vuol dire nuova postura nei confronti dell'Ucraina. Continuare a difendere il principio universale per cui non si può usare la forza militare per invadere uno Stato vicino e stabilire una sfera di influenza è fondamentale per gli equilibri mondiali. Papa Francesco ha chiesto a Putin di fermarsi, a Zelensky di accettare il negoziato e ai Paesi terzi di non cedere all'escalation. Ogni sforzo dovrà essere comune, condiviso e concentrato per raggiungere quanto prima una tregua e, al più presto, una pace duratura».

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