"Difficile sia colpa dei vaccini. In Italia 2mila morti al giorno"

Lo scienziato: Aifa costretta a dare lo stop dopo Berlino. Il rischio è la sfiducia: il governo deve spiegare di più

"Difficile sia colpa dei vaccini. In Italia 2mila morti al giorno"

La scienza ha tempi troppo lunghi per verificare gli effettivi rischi del vaccino Astrazeneca. Di contro gli Stati europei hanno troppa fretta e decidono da sè per la sospensione. È il caos più totale. A fare chiarezza sul pasticcio in corso è il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell'istituto Mario Negri.

Aifa non ha atteso il parere di Ema e ha deciso per la sospensione. Mai successo nulla del genere in passato.

«Aifa era obbligata a prendere quella decisione. Io la vedo come un atto dovuto. Del resto non potevamo fare altrimenti dopo che Germania e Francia avevano decretato di sospendere Astrazeneca».

Quindi non legge in questo cortocircuito un disallienamento delle autorità sanitarie a cui da mesi facciamo riferimento?

«Ognuno ha il suo ruolo. Ema non si può pronunciare prima di aver concluso la sua ispezione. Non è una crepa, è solo questione di tempistiche e compiti. In ogni caso i risultati delle verifiche sul vaccino arriveranno in tempi molto rapidi».

Aifa nei giorni scorsi diceva di stare tranquilli e continuare a vaccinarci.

«Aifa non ha fatto inversioni di rotta. Nei giorni scorsi c'era un solo lotto sospetto. Quando i lotti diventano due o tre, cosa che era ampiamente prevedibile, allora scatta la sospensione di tutte le forniture».

Anche se Ema dovesse dire che non c'è nessun pericolo, la sfiducia della gente è tale che le disdette delle vaccinazioni proseguiranno.

«Questo è il vero problema: la sfiducia della gente. Per questo è fondamentale la comunicazione. Dobbiamo spiegare bene ogni cosa per evitare inutili allarmismi. E il primo che pecca di un'insufficienza di comunicazione è il Governo. Non basta più fare annunci, bisogna dare spiegazioni. E ripetere tante volte le cose, non basta una sola. In una situazione come questa è giusto che la gente abbia dei dubbi. Sarebbe da cretini non averne. Fondamentale quindi dare alle persone le risposte della scienza».

Ma lei si sottoporrebbe al vaccino Astrazeneca?

«Io lo farei senza problemi se non fossi già stato vaccinato».

Secondo lei il rischio di trombosi è reale? Quali possono essere i problemi?

«Le spiegazioni possono essere due. Uno: ci può effettivamente essere qualcosa che non va in svariati lotti, ma questo sarebbe molto strano vista la semplicità della composizione del vaccino. Inoltre in Gran Bretagna, dove continuano a utilizzare Astrazeneca, non sono mai venuti a galla particolari casi gravi.

Due: ogni giorno in Italia muoiono tra le 1.800 e le 2mila persone in generale. Quindi che qualcuno muoia anche se è stato vaccinato è normale, non è possibile il contrario perchè il vaccino non protegge da tutto ciò che non sia Covid. Stabilire il rapporto causa-effetto tra vaccinazioni e decessi post vaccino è molto complicato ma è un rapporto che va stabilito».

Astrazeneca nei giorni scorsi aveva giudicato buoni i risultati sul rapporto tra trombosi e vaccinati. Come è possibile?

«Io non prendo mai in considerazione il parere dell'industria perchè ovviamente c'è un conflitto di interesse. Non mi fido di me stesso, figuriamoci se guardo solo i dati delle aziende. Per questo è fondamentale il parere che darà Ema tra un paio di giorni».

Purtroppo la campagna vaccinale subirà un ulteriore ritardo.

«Purtroppo si. Ma non per la sospensione. Piuttosto per la mancata consegna delle dosi Astrazeneca».

Cosa succederà a chi ha ricevuto la prima dose Astrazeneca?

«Non potrà ricevere la seconda con altri vaccini. Ma verrà convocato non appena questa storia verrà chiarita. Sperando sia disponibile a completare la sua vaccinazione. Non c'è obbligo, è una libera scelta».

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