"È diseducativo, va tolto" Gogna mediatica su Renzi per l'attacco al reddito 5s

Social scatenati: gli rinfacciano pure le vacanze. Lui non arretra: a noi fa schifo la propaganda

"È diseducativo, va tolto" Gogna mediatica su Renzi per l'attacco al reddito 5s

Un pezzo importante della maggioranza, cioè Lega, Forza Italia e Italia Viva (più Fdi all'opposizione) vuole cancellare il deleterio reddito di cittadinanza M5s. Ma la battaglia si preannuncia difficile, non solo per la resistenza dei Cinque Stelle a difesa dell'ultimo baluardo identitario rimastogli in piedi. Alla contesa parlamentare si aggiunge la gogna mediatica per chi si permette di criticare il sussidio grillino, malgrado i numeri dimostrino in modo inequivocabile il fallimento del Rdc, uno strumento inutile per il reinserimento del lavoro, un disincentivo a lavorare (negli hotel mancano 70mila stagionali, nel commercio 150mila), per giunta percepito in una impressionante quantità di casi da persone che non ne avrebbero diritto, tra cui mafiosi e 'ndranghetisti. In compenso molti percettori del reddito (3 milioni di persone, un esercito), avendo tempo a disposizione, sono attivi sui social per difendere il loro assegno statale gentilmente offerto dallo Stato e attaccare chi lo contesta. L'ultima vittima del pestaggio è Matteo Renzi, per una frase contenuta in un video postato su Twitter da Italia Viva: «Il referendum sul reddito di cittadinanza è una grande operazione educativa e culturale. In un mondo che investe sulle nanotecnologie, sui Big Data, sull'intelligenza artificiale, ai ragazzi va detto studiate, provate, mettetevi in gioco, poi se fallite vi diamo una mano, ma rischiate. Se il messaggio è non vi preoccupate tanto lo Stato vi dà un sussidio, questo è diseducativo. Io voglio mandare a casa il reddito di cittadinanza perché voglio riaffermare l'idea che la gente deve soffrire, rischiare, provare, giocarsela. Se non ce la fai ti diamo una mano, ma bisogna sudare ragazzi! I nostri nonni hanno ricostruito l'Italia spaccandosi la schiena, non con i sussidi di Stato». Un ragionamento che scatena una pioggia di commenti, chi gli rinfaccia - a proposito di sudore - le vacanze sullo yacht, chi i rapporti con gli emiri, tutti al grido #RenziFaiSchifo. Il leader Iv non si scompone più di tanto: «Anche oggi sono attaccato dai soliti haters. Noi andiamo #ControCorrente e a noi fa schifo la propaganda, non le persone».

Nei giorni scorsi il ministro leghista del Turismo, Massimo Garavaglia, ha annunciato che la Lega battaglierà per cambiare nella prossima legge di Bilancio il Rdc che «distorce il mercato del lavoro e frena la ripresa economica». Ieri Salvini ha annunciato che a settembre verrà rivisto «questo disincentivo al lavoro e inno al lavoro nero», e che quindi «anche Renzi qualche volta ha ragione». Forza Italia propone, al posto del Rdc, un'integrazione da parte dello Stato della differenza tra il salario mensile e mille euro. L'abolizione del reddito di cittadinanza troverebbe favorevole anche Fdi: «Il reddito di cittadinanza è come il metadone per i tossicodipendenti, io sono per abolirlo» ha detto Giorgia Meloni.

Poi c'è appunto Italia Viva che ha proposto una raccolta firme per un referendum abrogativo del reddito. Ma c'è il muro dei Cinque Stelle che, capitolati su tutto - da ultimo anche sulla riforma della giustizia che cancella quella di Bonafede -, non vogliono mollare. Conte ha detto che il Rdc «va migliorato, non cancellato», Di Maio la difende, un pezzo del Pd anche, a partire dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. E il premier Draghi? Finora si è tenuto alla larga da questa grana che presto, con la manovra di fine anno, esploderà nella maggioranza.

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