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"Diventare italiani sia più difficile. Più revoche in caso di reati"

Il capogruppo Riccardo Molinari: "Chi sbaglia paga, si sappia"

"Diventare italiani sia più difficile. Più revoche in caso di reati"
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La Lega propone un disegno di legge per dare una stretta sulla cittadinanza. Non sarà più facile averla e, soprattutto, sarà più facile da sospendere o revocare per chi non si comporta bene nel nostro Paese. Lo aveva detto Matteo Salvini, lo ha fatto. O quasi. Sicuramente lo ha proposto e Montecitorio ha approvato con 148 voti a favore, 99 contrari e 2 astenuti. "Bene così! Altri parlano, la Lega fa" è il commento del segretario del Carroccio.

Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, in cosa consiste questa proposta?

"La questione fondamentale è questa: diventare cittadino italiano non è un diritto, ma la conclusione di un percorso di integrazione. Oggi, per gli stranieri nati in Italia, al compimento dei diciotto anni si crea di fatto un automatismo. Noi riteniamo che esista un problema di integrazione, soprattutto tra i minori stranieri di seconda generazione. I dati dicono che rappresentano meno del 14% dei minori presenti in Italia, ma sono coinvolti nel 52% delle denunce a carico di minori. Per questo vogliamo eliminare l'automatismo. Proponiamo che la richiesta di cittadinanza venga bloccata in presenza di condanne per reati gravi. La cittadinanza potrà eventualmente essere richiesta dopo la riabilitazione. Pensiamo che essere integrati significhi anche rispettare le leggi del Paese in cui si vive. Proponiamo inoltre di estendere la revoca della cittadinanza, oggi prevista solo per terrorismo ed eversione, anche a chi viene condannato per reati gravissimi come omicidio, tentato omicidio, stupro, tratta di esseri umani e altri reati di particolare allarme sociale".

Futuro Nazionale ha votato con voi. È una prova di unità?

"Direi che non potevano fare diversamente. Gran parte dei parlamentari di Futuro Nazionale fino a pochi mesi fa era nella Lega e molti avevano anche sottoscritto questa proposta. Sarebbe stato complicato votare contro un testo che avevano firmato".

La sinistra vi attacca

"La sinistra parte dal presupposto che la cittadinanza sia un diritto da riconoscere a tutti. Noi non vogliamo negarla a chi nasce in Italia, ma soltanto a chi commette reati gravi. Chi sbaglia deve sapere che non sarà automatico ottenere la cittadinanza italiana. Abbiamo già dimostrato, con il decreto Caivano e con i decreti sicurezza, di credere nell'approccio repressivo, dando maggiori strumenti alle forze dell'ordine, e quelle norme stanno funzionando. Ma accanto alla repressione vogliamo dare anche un messaggio educativo: responsabilizzare i minori e far capire loro che, se non rispettano le regole, potranno avere conseguenze anche sul percorso verso la cittadinanza. Pensiamo che questo possa favorire una reale integrazione".

Quando potrebbe arrivare in Aula e diventare legge?

"La proposta è già stata incardinata in Commissione. Con i tempi dimezzati resterà circa trenta giorni, poi ci sarà la pausa estiva. Verosimilmente potrebbe arrivare in Aula tra settembre e ottobre. Abbiamo scelto la strada della proposta di legge autonoma perché sono temi che la Lega porta avanti fin dall'inizio della legislatura. A quel punto ogni partito si assumerà la responsabilità di votare a favore o contro questa proposta".

È una frecciatina ai vostri alleati di maggioranza?

"No. Quando si discutono decreti esistono equilibri politici e limiti di materia. Con questa iniziativa abbiamo scelto una strada diretta, quella parlamentare".

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