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Donald frusta ancora gli alleati. "Giorgia mi piace ma non ci aiuta"

Il tycoon accolto con picchetto d'onore dall'amico Erdogan attacca Parigi, Londra e Berlino: "Ci hanno voltato le spalle". E sulla Groenlandia: "Dovremmo controllarla noi"

Donald frusta ancora gli alleati. "Giorgia mi piace ma non ci aiuta"
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Donald Trump torna ad attaccare la Nato non appena sbarcato ad Ankara per il vertice con gli altri leader dell'Alleanza e ripete di essere molto deluso dagli europei riguardo al conflitto in Iran. "Abbiamo investito nella Nato: gli alleati dovrebbero essere disposti a dare una mano. Italia, Germania e Francia, anche la Gran Bretagna, hanno rifiutato" di aiutare su Teheran, afferma il presidente americano nel corso del bilaterale con il collega turco Recep Tayyip Erdogan. "Non avevamo affatto bisogno di aiuto e, in un certo senso, li stavo mettendo alla prova. Volevo vedere se ci sarebbero stati o meno, perché da tempo dico che noi li abbiamo aiutati, ma non sono sicuro che loro ci sosterrebbero", aggiunge il tycoon, e a chi gli chiede di una possibile ulteriore riduzione delle truppe in Europa risponde: "Vedremo".

Trump è accolto personalmente da Erdogan sulla pista di atterraggio, per poi venire scortato attraverso le strade della capitale da un picchetto d'onore a cavallo, e il comandante in capo ricambia elogiando la "chimica" con il presidente turco. "Francamente, se il vertice non si fosse tenuto in Turchia, dove il mio amico è un leader molto forte, una personalità molto forte, è possibile che non vi avrei partecipato", prosegue. Trump rivela che Washington prenderà in considerazione la vendita di caccia F-35 alla Turchia, dopo averla esclusa dal programma nel 2019 a causa dell'acquisto, da parte di Ankara, di un sistema d'arma russo. La Turchia cerca da tempo di risolvere la questione, e ora vede nella visita del tycoon un'opportunità per sbloccare la situazione. Infatti Erdogan definisce l'arrivo del presidente Usa "molto importante". "Trump ci ha dato personalmente la sua parola su questo punto", dice, riaffermando come "il fatto che il vertice Nato si tenga ad Ankara ci darà maggiore forza".

Gli europei puntano a evitare uno scontro con il comandante in capo, che potrebbe assestare un ulteriore colpo alla credibilità dell'Alleanza Atlantica, ma The Donald pare ancora risentito per le restrizioni imposte da alcuni alleati all'uso delle loro basi da parte delle forze statunitensi all'inizio del conflitto in Iran. Inoltre, Trump rischia pure di riaprire una vecchia ferita ripetendo la sua posizione secondo cui la Groenlandia "dovrebbe essere controllata dagli Usa, non dalla Danimarca".

Intanto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, su Politico.eu dice di ritenere che "ciò che Trump sta facendo per l'Alleanza sia un'ottima notizia". A suo parere il vertice di quest'anno sarà "rivoluzionario" e consentirà di destinare ulteriori miliardi a programmi di difesa fondamentali. "Bisogna costruire una Nato che sia sostenibile e che quindi non dipenda eccessivamente dagli Stati Uniti, un'Europa più forte all'interno di una Nato più forte, in cui gli europei e i canadesi stiano davvero assumendo un ruolo di primo piano", spiega. Rutte insiste sul fatto che i paesi europei stanno "mantenendo gli impegni" rafforzando i bilanci militari e assumendosi maggiori responsabilità per la difesa del proprio continente di fronte alla Russia.

Ieri il segretario generale ha visto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale gli ha parlato della situazione al fronte e della necessità di consegne urgenti di missili per i sistemi di difesa aerea. Trump, da parte sua, ribadisce la convinzione che "sia Zelensky che Putin vogliano raggiungere un accordo. Penso che risolveremo la guerra, speriamo presto".

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