Draghi: "I profughi o fanno il tampone o si vaccinano"

Il premier avverte: "Il flusso degli ucraini è destinato ad aumentare". Sul boom dei prezzi assicura: "Ci muoveremo con rapidità e decisione". L'appello all'Ue: "Rivedere le regole di bilancio"

Draghi: "I profughi o fanno il tampone o si vaccinano"

"Voglio ringraziare chi si è mobilitato spontaneamente per sostenere la popolazione ucraina. C'è una grande generosità, una profonda umanità. Come sempre nel dramma, nell'emergenza, nel terrore ci scopriamo migliori di come pensiamo di essere". Così il premier Mario Draghi ha mostrato la propria riconoscenza a tutti coloro che in questi giorni si sono spesi a favore di chi fugge dall'Ucraina, messa a dura prova dall'operazione militare della Russia. Il presidente del Consiglio ha detto senza mezzi termini che si tratta di una crisi umanitaria "senza precedenti", motivo per cui sono necessarie misure e risposte forti.

L'arrivo dei profughi

A oggi sono arrivati 23.872 ucraini. Oltre il 90% è costituito da donne e bambini: ieri 10.500 donne e oggi 12mila; i bambini 8.500 ieri e oggi 9.700; gli uomini erano 2mila ieri mentre oggi 2.200. "Il flusso è certamente destinato ad aumentare", ha avvertito Draghi alla Camera, nel corso del question time per un'interrogazione sulle iniziative di solidarietà e la gestione dell'accoglienza in relazione alla crisi umanitaria conseguente al conflitto in Ucraina.

Il premier ha messo le cose in chiaro anche sul fronte sanitario: "Tutti i rifugiati che arrivano o accettano di farsi un tampone ogni 48 ore oppure accettano di vaccinarsi". Le mascherine sono distribuite "sistematicamente" nei posti dove avvengono queste vaccinazioni. Servirà molto di più oltre ad accoglienza e solidarietà, "perché forse la reazione non è di giorni e mesi, forse è ben piu lunga".

Per i profughi ucraini che vogliono svolgere attività lavorativa è stata prevista una prima misura che consente loro di lavorare sia in forma autonoma sia stagionale, "sulla base della sola richiesta del permesso di soggiorno e in deroga alle quote del decreto Flussi". I cittadini ucraini ospitati nei centri di assistenza avranno a disposizione assistenza sanitaria, psicologica, legale, orientamento al territorio e corsi di lingua.

L'aumento dei prezzi

Il presidente del Consiglio ha assicurato che il governo segue con grande attenzione le conseguenze della crisi in Ucraina. A preoccupare fortemente è l'aumento dei prezzi, in particolare quello dell'energia: in tal senso Draghi ha ribadito la necessità di muoversi "con rapidità e decisione" per salvaguardare "il potere di acquisto delle famiglie e la competitività e forse anche la sopravvivenza delle nostre imprese".

Draghi ha rimarcato la "massima attenzione" alla questione della sicurezza energetica e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento. "Il governo è al lavoro per ridurre la nostra dipendenza dal gas russo, in tempi rapidi. Che non è ovvio come impresa, come compito, ma è necessario farlo", ha aggiunto.

Come intervento di sostegno, che è previsto duri fino al secondo trimestre di quest'anno, è stata fatta la cifra di circa 16 miliardi di euro. Sono due le principali misure: "Abbiamo previsto l'azzeramento degli oneri di sistema per le utenze elettriche domestiche e per le imprese, e l'abbassamento dell'IVA al 5% per le utenze del gas".

L'appello all'Ue

Il premier ha posto nuovamente l'attenzione sull'urgenza di rivedere alcune regole di bilancio, che già in passato aveva giudicato inadeguate perché non tengono conto delle priorità strategiche degli ultimi anni (dall'energia alla difesa passando per il clima). "A maggior ragione ora occorre ripensare allo schema generale", è stato l'appello del presidente del Consiglio all'Unione europea.

Per quanto riguarda il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la normativa prevede la possibilità di chiedere alla Commissione europea una revisione dei suoi obiettivi. Gli Stati membri possono chiedere modifiche dei Piani nazionali in presenza di situazioni oggettive che mettano a rischio il conseguimento dei relativi obiettivi. "Si tratta di un'evenienza eccezionale che richiede un nuovo processo negoziale con le Autorità europee, che è ancora prematuro prospettare in questa fase", ha però precisato Draghi.

Il ringraziamento ai partiti

Nell'intervento di Draghi hanno trovato spazio anche i ringraziamenti alle forze politiche, rivolte in particolar modo ai partiti che siedono all'opposizione, per "la grande prova di unità e lo spirito costruttivo dimostrati" nella gestione di questa crisi. Il premier si è detto certo che l'Italia darà il proprio contributo e "farà la sua parte fino in fondo", grazie anche alla "qualità delle sue istituzioni" e alla "robustezza della sua società civile".

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