Droni: arrestati due ambientalisti Gatwick riapre ai voli dopo 36 ore

Il bilancio: mille voli cancellati e 140mila passeggeri a terra

Erica Orsini

Londra Dopo 36 ore di caos e centinaia di voli cancellati, due persone sono stati arrestate venerdì sera, sospettate di aver fatto volare dei droni nelle vicinanze dell'aeroporto di Gatwick. Si tratta di un uomo di 48 anni e di una donna di 54, entrambi residenti a Crawley, che si trovano tutt'ora in stato di fermo nella stazione di polizia locale, mentre gli agenti stanno perquisendo la loro abitazione: sospetti sugli ambientaisti. La coppia è sospettata di aver creato gravi interruzioni all'aviazione civile e di aver messo in pericolo la sicurezza delle persone. La polizia del Sussex ha anche fatto sapere che sono state messe in atto diverse strategie per impedire l'incursione di altri droni.

Per i viaggiatori è la fine di un incubo iniziato mercoledì notte quando alcuni droni erano stati avvistati troppo vicino alle piste. Una situazione pericolosa che aveva costretto a chiudere lo scalo alle nove di sera. Centinaia di voli erano stati cancellati, molti passeggeri erano tornati a casa, ma la maggioranza aveva trascorso la notte nelle sale d'aspetto trasformatesi in dormitori improvvisati. Una parte dei viaggiatori è stata poi dirottata su altri aeroporti, per poter poi proseguire il viaggio anche con altre compagnie aeree. Giovedì i disagi erano aumentati, dato che, ogni volta che si provava a riaprire l'aeroporto, i droni venivano nuovamente avvistati. Quando alla fine le autorità aeroportuali hanno riconquistato il controllo dello spazio aereo, erano trascorse ben 36 ore, i voli cancellati erano circa un migliaio e i passeggeri lasciati a terra senza assistenza più di 140mila. Per mettere in sicurezza l'area sembra sia stata utilizzata una tecnologia militare israeliana che riesce a identificare un drone con l'uso del radar. Il sistema è in grado di disconnettere le comunicazioni tra il drone e il suo operatore, consentendo alle autorità militari di assumerne il controllo e di farlo atterrare, ma non di identificare chi lo guida, come ha spiegato alla Bbc il professore di robotica e sistemi autonomi John Murray. «Catturare chi dirige il drone ha detto Murray è quello che si dovrebbe fare. E acquistare un secondo drone di seconda mano costa tra le 200 e le 300 sterline».

Al momento nessun gruppo ha rivendicato l'azione e non si comprendono le ragioni di un simile gesto. L'aeroporto sta lentamente tornando alla normalità, anche se le operazioni proseguono lentamente e anche ieri alcuni voli sono stati sospesi. La polizia resta vigile: «Suggeriamo ai passeggeri dell'aeroporto e ai residenti nelle vicinanze di rimanere allertati ha dichiarato ieri il sovrintendente James Collins e li invitiamo a contattarci immediatamente nel caso credano di avere informazioni che possano aiutarci ad assicurare alla giustizia i responsabili».

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