E in Grecia aboliscono perfino il greco antico

E in Grecia aboliscono perfino il greco antico

«Insegnare il greco antico al ginnasio? È contronatura. Costringere un ragazzo a tradurre una versione di Tucidide? Un'inutile tortura». A parlare così è chi dovrebbe, più di ogni altro, difendere l'insegnamento della cultura classica proprio nel luogo dove è nata: Nikos Philis, ministro greco dell'Istruzione e della Ricerca nel governo Syriza. Avete letto bene: ministro di Atene, la culla della civiltà occidentale. Per la precisione, Philis da pochi giorni è un ex ministro perché, grazie a un rimpasto governativo voluto dal premier Alexis Tsipras, Philis è stato sostituto ai primi di novembre, al ministero dell'Istruzione e della Cultura, da Kostas Gavroloy, docente di Storia della Scienza all'Università di Atene. «Il quale è un mio collega, ma per ora, nonostante le proteste del mondo accademico ellenico contro la volontà di abrogare, gradualmente, il greco antico nelle nostre scuole superiori, non ha risposto, né smentito in alcun modo le scandalose dichiarazioni del suo predecessore» dice al Giornale Thanos Veremis, docente di Storia greca all'Università di Atene. «Philis è stato sostituito solo perché aveva minacciato di ridurre anche le ore di religione: e la Chiesa qui in Grecia è una potenza. Il greco antico, invece, è un facile bersaglio: Tsipras cerca di raccogliere voti fra coloro che vogliono un diploma di maturità facile per i propri figli, un foglio di carta e via». E cosa c'è di più efficace e populista di volere ridurre o addirittura abrogare il greco antico, materia certo difficile ma alla base della civiltà europea e della capacità di conoscere bene anche il greco moderno?

A scandalizzarsi sono stati, invece, centinaia di docenti universitari dall'Australia all'Europa, riuniti nella FIEC (Federazione Internazionale delle Associazioni di Studi Classici), presieduti proprio da un italiano, Franco Montanari, grecista dell'Università di Genova. Montanari, a nome della Fiec, ha spedito al governo ateniese una lettera infuocata, dove esprime stupore e profonda preoccupazione per i progressivi tagli delle ore di greco classico avvenuti specialmente negli ultimi due anni nel Paese dove la lingua di Sofocle e Platone dovrebbe essere motivo di orgoglio nazionale. In particolare: tre ore in meno al ginnasio. Mentre è stato abolita al liceo la traduzione del celebre discorso Epitaffio pronunciato da Pericle per i caduti della guerra del Peloponneso, riportato dallo storico Tucidide: un inno alla democrazia ateniese.

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