E Grillo lavora all'"operazione Dibba": Luigino verso il commissariamento

Di Maio soffre il carisma di Salvini e Conte è troppo "pettinato"

E Grillo lavora all'"operazione Dibba": Luigino verso il commissariamento

Il senso dell'«operazione Dibba», ascoltando chi conosce bene Beppe Grillo, sarebbe più o meno quello di un commissariamento. E a essere commissariato, stavolta con il placet decisivo di Davide Casaleggio, sarebbe proprio Luigi Di Maio, vicepremier, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico e soprattutto capo politico del M5s.

Il piano, annunciato dall'Adnkronos, prevede un «ritiro» natalizio in una località al momento sconosciuta, ma in Italia, per fare il punto sugli appuntamenti politici dei prossimi mesi ed elaborare una strategia in vista delle elezioni europee. Il «summit» tête à tête vedrà protagonisti il commissario di ritorno dall'esilio sudamericano e il commissariato in difficoltà: ovvero Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio.

Voci vicine al capo politico si limitano a smentire i dettagli del cinepanettone a 5 Stelle, ma, studiando i silenzi e andando al di là dei ghirigori del politichese, si intuisce come il succo rimanga intatto. Di Battista sta tornando e avrà un ruolo di primo piano nella campagna elettorale per le Europee di maggio. E reciterà a soggetto, vestendo i panni con i quali si sente più a suo agio, quelli del frontman. Sarà l'animale da palcoscenico per risvegliare i grillini prigionieri del carisma di Matteo Salvini. Una crisi che, nelle scorse settimane, aveva indotto lo staff comunicazione di Rocco Casalino a puntare sul personaggio di Giuseppe Conte. Suggerito ad alcuni retroscenisti come il nuovo dominus del grillismo in doppiopetto.

Ma la piazza stellata non ha bisogno di ciuffi ben pettinati, abiti di taglio elegante e fazzoletto nel taschino e, soprattutto, il premier Conte non avrebbe nessuna intenzione di intraprendere la carriera del leader politico, una volta finita l'esperienza a Palazzo Chigi. Ed ecco che il gran ritorno di Dibba sembra la toppa giusta per coprire i buchi creati qua e là da Di Maio. Con la delusione di Beppe Grillo a fare da detonatore del processo. Intanto sul gruppo chiuso Facebook ufficiale del Movimento è spuntato un post abbastanza esplicito. Pubblicato nella mattinata di ieri, prima del lancio d'agenzia che forniva i dettagli sul vertice natalizio. Il profilo ufficiale del M5s scriveva: «Per tutti quelli che aspettano con ansia la grande sorpresa. Arriva». Con tanto di parole scritte in maiuscolo ed emoticon con il simbolo del pacco regalo. Qualche utente, commentando, pensa al reddito di cittadinanza, la maggioranza capisce che si tratta del ritorno di Di Battista. L'account del Movimento risponde: «È una sorpresa!».

L'argomento caldo, però, sono le Europee. E con Salvini dato in direzione Ppe, i 5 Stelle si vedono sbarrata la strada, ventilata all'inizio, di appoggiare nell'Aula di Bruxelles un gruppo sovranista. Il progetto è quello di imbastire un fronte alternativo a destra e sinistra. Qualcuno lo chiama «M5s europeo» e sono in corso contatti con alcuni partiti dell'Est europa. Al momento la strategia è nebulosa e si scontra con i numeri e il tempo a disposizione. Dibba Mission: Impossible.

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