E il Pd scarica Marino: "La città non è pronta per ospitare il Giubileo"

Il sindaco aveva garantito la tenuta di Roma per l'evento cattolico. Ma ora il suo partito lo attacca: "Il rogo non è certo un bello spot"

E il Pd scarica Marino: "La città non è pronta per ospitare il Giubileo"

Roma - Fiumicino brucia e il Pd mette al rogo pure Ignazio Marino. Sia chiaro il sindaco non viene nominato direttamente ma il tormentone «Roma non è pronta per il Giubileo» parte immediatamente mentre gli ultimi tizzoni dell'incendio divampato in aeroporto sono ancora fumanti.

Francamente l'impressione è che nel Partito Democratico molti fossero già pronti con il fucile spianato in attesa della prima occasione per sparare sulle carenze della gestione del primo cittadino che dentro al Pd non gode di grossa popolarità.

Si potrebbe obiettare: ma che c'entra Marino con l'incendio? La risposta, del Pd, è che il caos che ne è seguito è la prova che la capitale non è pronta per accogliere il Giubileo straordinario di Papa Francesco. E se Roma non è pronta di chi altri può essere la colpa se non del Campidoglio?

Il primo a partire all'attacco è Michele Anzaldi, renziano sempre pronto ad evidenziare che a Roma niente funziona. Anzaldi vuole sia fatta «piena luce sul rogo dello scalo di Fiumicino» e si chiede come mai non ci fosse «un piano B per tutelare i passeggeri».

Parole di elogio per il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, che ha chiesto di anticipare la riapertura e critiche invece per «la società privata che ha la responsabilità di gestire lo scalo» perché non aveva piani di emergenza.

Una premessa finalizzata alla stoccata successiva. «Roma sta per affrontare il Giubileo della misericordia - afferma Anzaldi - e le immagini del rogo di Fiumicino non rappresentano certamente un bello spot per la città che, secondo alcuni (ovvero Marino ndr), era già pronta. Se il rogo si fosse verificato durante il giorno e non nel cuore della notte quando il terminal era deserto cosa sarebbe accaduto?». Il deputato Pd ricorda che Fiumicino «vede il passaggio giornaliero di circa 500-800 voli, tra decolli e arrivi; ospita aerei da 600 passeggeri e ci sono velivoli che arrivano a caricare anche 300mila litri di kerosene, se si è arrivati alla decisione di chiudere tutto vuol dire che qualcosa non ha funzionato».

I dubbi sulla capacità di gestire un evento che porterà milioni di persone a Roma Anzaldi li aveva già espressi dopo l'annuncio di Papa Bergoglio per l'apertura del Giubileo straordinario l'8 dicembre di quest'anno.

L'annuncio è stato dato il 13 marzo scorso ed era stato subito seguito dall'entustiastico commento di Marino che garantiva la capacità di Roma di «affrontare questo evento mondiale». Secca anche allora la replica di Anzaldi «allo stato attuale Roma non è pronta».

Anzaldi poi con un'interrogazione chiede al ministero dei Trasporti anche di fare chiarezza su una serie di deroghe che avrebbero permesso di considerare come «aree cantierabili» alcune zone dell'aeroporto che sarebbero però prive delle necessarie autorizzazioni che prevedono il rispetto della normativa europea.

Ma le voci critiche che si levano dal Pd sono tante come quella del senatore del Pd, Bruno Astorre, che si chiede se «possiamo permetterci di affrontare il Giubileo con tale inadeguatezza».

E sui rischi di un'epocale brutta figura per la capitale torna pure Michele Meta sempre del Pd, presidente della Commissione Trasporti della Camera.

«Quello di Fiumicino è uno scalo in forte crescita destinato ad assorbire sempre maggiori volumi di traffico nei prossimi mesi e poi per tutto il Giubileo -dice Meta- Non può quindi funzionare in misura ridotta senza mettere in crisi il traffico aereo e la viabilità nella stessa Capitale. Chiediamo che il grave incidente della notte scorsa rappresenti un'occasione per verificare e migliorare tutte le misure di sicurezza».

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