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Ecco l'ultima follia targata Pd: una class action contro Salvini

Martina accusa il governo di voler fare una patrimoniale. E propone di fare una class action contro Salvini

Ecco l'ultima follia targata Pd: una class action contro Salvini

Il Partito democratico non si arrende proprio al podio più basso a cui i sondaggisti lo relegano ogni settimana. E ora, anche in vista delle primarie che dovranno trovare il nuovo segretario del partito, si appresta a sferrare un nuovo attacco a Matteo Salvini. A lanciarlo è Maurizio Martina che, presentando la mozione Fiancoafianco a Reggio Calabria, ha suggerito di "fare una grande class action di migliaia di cittadini italiani per recuperare dalla Lega i 49 milioni di euro pubblico sottratti alle casse dello Stato". "La mandiamo a Salvini - ha spiegato - così ci spiega dove sono finiti quei soldi".

Il Pd è in forte difficoltà. È ormai lontano il 40,1% incassato da Matteo Renzi alle passate elezioni europee. Ora, a distanza di cinque anni fa, il Vecchio Continente torna al voto e i dem ci arrivano con le ossa rotte. I fallimentari governi guidati da Enrico Letta, Renzi e Paolo Gentiloni ha deteriorato voti su voti. Le lotte intestine al partito hanno fatto il resto. Con le primarie provano a rialzare la testa, ma i sondaggi danno il Nazareno molto lontano dai fasti di cinque anni fa. "Noi dobbiamo salvare il Pd - ha tuonato oggi Martina - basta con le logiche dell'amico-nemico al nostro interno. Io non ci sto. Io voglio un partito unito e aperto che apra le sue porte a donne e giovani prima di tutto".

Durante il suo intervento a Reggio Calabria, Martina non ha mancato di lanciare qualche stoccata contro il governo gialloverde accusando Lega e Cinque Stelle di preparare una patrimoniale. Un'ipotesi che è stata avanzata in queste voci da diversi retrsocena giornalistici ma che l'esecutivo ha più volte smentito categoricamente. "La loro politica economica sta fallendo miseramente - ha tuonato l'ex segretario piddì accusando i gialloverdi - il crollo del 7% della produzione industriale e i 122mila posti di lavoro in meno dal maggio scorso sono un'amara verità del disastro di Salvini e Di Maio.

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