L'asse di Speranza con Francia e Spagna per l'obbligo vaccinale

Il governo e la maggioranza dei partiti vogliono introdurre l'obbligo vaccinale: il nodo rimane se estenderlo a tutti o soltanto al mondo del lavoro. Ecco le ipotesi e il dialogo con i Paesi europei

L'asse di Speranza con Francia e Spagna per l'obbligo vaccinale

Che si vada verso l'obbligo vaccinale ormai è scontato e quotato a 1.10 per chi si intende di scommesse. Il bivio sarà soltanto uno: obbligo per tutti (quasi 60 milioni di italiani) o soltanto per i lavoratori (23 milioni)? Sono i pensieri di Draghi e del suo esecutivo che tra pochi giorni dovranno esprimersi (definitivamente) sulla questione.

Favorevoli e dubbiosi

Tra i partiti, il Pd e il Movimento 5 Stelle sono favorevoli alla soluzione che farebbe impazzire i no vax, obbligo vaccinale per tutti. Da ieri anche Forza Italia. "Noi siamo per entrambe le soluzioni", afferma la ministra delle Regioni Maria Stella Gelmini. I dubbi li ha soltanto la Lega, dove resiste un’ala estremista di no vax. Da Salvini non trapela nulla, massimo silenzio, ma quanto accaduto un paio di giorni fa Matteo Salvini in queste ore è silenzioso, ma il ragionamento fatto due giorni fa dal vicesegretario della Lega, Giancarlo Giorgietti, fa capire che all'interno del partito c'è fermento. "Se si volesse estendere l’obbligo del green pass anche sui luoghi di lavoro, allora lo Stato dovrebbe assumersi la responsabilità per eventuali conseguenze da vaccino ed elencare le categorie degli esenti", scrive La Stampa.

Qual è la strategia italiana

Fonti interne a Palazzo Chigi affermano che "il problema dell’obbligo vaccinale non è il se, ma il quando". Come abbiamo visto sul Giornale.it, i casi aumentano a dismisura ogni giorno: l'ultimo bollettino recita 127mila casi, un italiano ogni 76 è positivo. Il tempo dell'attesa, quindi, è finito. Continuando così sarà molto pù facile per il governo decidere per la misura definitiva che riguarda l'obbligo. Ma c'è una strategia di consenso, se vogliamo: Speranza sta discutendo con i Paesi pro vax ad adottare la misura quasi in contemporanea. L'unione fa la forza, ecco perchè l'Italia si sta confrontando anche con Francia, Spagna, Portogallo, Grecia. Più complicato il dialogo con Gran Bretagna, Germania e altri Paesi nordeuropei, dove le frange no vax pesano sulle scelte della politica.

Intervistato da Repubblica, il segretario del Pd Enrico Letta ha affermato che "il primo Paese che introdurrà l’obbligo produrrà un effetto domino su tutti gli altri". Così come per il green pass, a Draghi piacerebbe fare da apripista e da esempio sulle misure anti-Covid. Non solo, ma l'esempio di un militare (Figliuolo) quale figura di Commissario straordinario per l'emergenza è stato successivamente "copiato" dai tedeschi.

"Basta con le mezze misure"

Favorevoli all'obbligo vaccinale anche la maggior parte dei governatori regionali. Giovanni Toti, presidente della Liguria, ha affermato che "per quanto mi riguarda l’obbligo lo possono introdurre anche domattina, così si semplifica la vita e le regole per tante persone. Così la facciamo finita, punto e fine." Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è stufo delle "mezze misure" oltre a "una confusione indescrivibile, ingestibile e incontrollabile". I numeri non mentono: la mazzata definitiva ai no vax è data dalle continue e in aumento ospedalizzazioni tra non vaccinati, che superano di gran lunga chi è protetto dall'infezione.

Gli ostacoli

Qualora dovesse prevalere il fronte del no all'obbligo, ci sarà comunque l’introduzione del super green pass in tutti i luoghi di lavoro. Il ministro Speranza sta lavorando a questa soluzione anche se fra le mille difficoltà dovute alla tipologia di lavori: come si fa a distinguere tra occupati e disoccupati? E quali sono le differenze tra i lavori part-time e gli altri? E poi, quali misure adottare per i lavoratori che non accettassero la vaccinazione obbligatoria? Domande più che legittime, grattacapi importanti in vista del nuovo anno.

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