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"Eredità Agnelli, processo per Elkann"

I pm chiedono il rinvio a giudizio per il presidente di Stellantis. I legali: "Estraneo ai fatti"

"Eredità Agnelli, processo per Elkann"
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Truffa aggravata ai danni dello Stato ed evasione fiscale fraudolenta: sono le accuse da cui il prossimo 22 giugno John Elkann dovrà difendersi davanti al gip nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione dell'eredità di Marella Caracciolo, la vedova dell'avvocato Agnelli, morta nel 2019. La Procura di Torino ha chiesto un (secondo) rinvio a giudizio del presidente di Stellantis e ad di Exor e del commercialista di famiglia e presidente della Juventus Gianluca Ferrero dopo che Tribunale aveva detto no alla proposta di Elkann di accedere alla messa alla prova e di Ferrero di patteggiare una pena pecuniaria. Una mossa, quella dei pm, che sembra non sorprendere i legali del nipote dell'Avvocato: "La richiesta di rinvio a giudizio di cui si è avuta notizia oggi (ieri, ndr) è solo un passaggio procedurale assolutamente atteso per permettere la ricomposizione di un procedimento che ha avuto una genesi unitaria. Ribadiamo che il nostro interesse è difendere nel merito una persona del tutto estranea ai fatti contestati".

L'indagine è nata da un esposto presentato nel dicembre 2022 da Margherita Agnelli, madre di John, nell'ambito di una complessa disputa ereditaria, e riguarda presunte violazioni legate alla residenza svizzera di Marella Caracciolo, ritenuta fittizia dagli inquirenti, costituita cioè solo per aggirare le norme fiscali sulle successioni mentre la vedova - è l'ipotesi accusatoria - avrebbe vissuto stabilmente in Italia.

L'inchiesta inizialmente si basava su due procedimenti, intrecciati ma distinti (che ora saranno riuniti). In un filone, infatti, il gip Antonio Borretta a dicembre scorso aveva ordinato ai pm torinesi di formulare l'imputazione nei confronti di John per due dei sei capi originariamente contestati. Imputazione coatta in quanto si tratta di ipotesi di reato legate alle dichiarazioni dei redditi 2018 e 2019 presentate dopo la morte di Donna Marella sulle quali i magistrati a loro volta avevano già chiesto l'archiviazione. Nell'altro procedimento, invece, a febbraio scorso il gip Giovanna Di Maria aveva respinto l'istanza di "messa alla prova" per Elkann, rimandando gli atti ai pm. Ma anche qui la Procura aveva dato il suo parere favorevole alla sospensione del procedimento a seguito del versamento di 183 milioni all'Agenzia delle Entrate.

Ieri mattina si è svolta

l'udienza preliminare derivante dall'imputazione coatta, subito riaggiornata a giugno, mentre questa seconda richiesta di rinvio a giudizio è legata al filone della (mancata) messa alla prova. Ora i due rami verranno riuniti.

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