L'indiscrezione: ''Due big del M5s pronti ad uscire''

Il professore ha lanciato l’indiscrezione su Twitter. Nel post, Becchi ha anche attaccato Grillo che ha optato per il M5s “una lenta agonia"

Gli scossoni nel M5s non si arrestano. Sarebbe imminente, infatti, l’uscita di altri due big pentastellati dal Movimento. È questa l’indiscrezione lanciata su Twitter dal professor Paolo Becchi dopo l’espulsione decretata ieri dal Collegio dei probiviri, organo che ha il compito di controllare e sanzionare chi viola le regole interne, del senatore Gianluigi Paragone. “Come previsto nella mia intervista di giorni fa Paragone è stato espulso", scrive il professore in un post pubblicato sul suo profilo Twitter, "entro il mese due big usciranno dal Movimento". Di nomi, però, Becchi non ne fa. Quest’ultimo, poi lancia una pesante frecciata a Beppe Grillo che "al posto di una morte dolce per la sua creatura ha optato per una lenta agonia".

Paragone è stato espulso ieri dal M5s. È quanto ha stabilito dal Collegio dei probiviri del M5s composto da Raffaella Andreola, Jacopo Berti e Fabiana Dadone. L'espulsione del senatore, subito comunicata all'interessato, è stata motivata anche con il voto espresso in difformità dal gruppo parlamentare sulla legge di Bilancio e per essersi astenuto nel voto sulle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte.

Il giornalista aveva presentato una memoria difensiva che è stata però giudicata insufficiente per evitare l'espulsione. Il documento non è stato valutato idoneo a superare le contestazioni rivolte al senatore. Quest’ultimo ormai da mesi non risparmiava forti critiche al Movimento per la linea politica seguita.

Paragone ha pesantemente criticato l’alleanza con il Pd che ha fatto nascere il governo Conte II e che ha portato i 5s ad una clamorosa batosta elettorale alle regionali dell’Umbria. Non meno tenera la sua posizione sul Mes, il meccanismo europeo disabilità. ''Adesso tutti diranno che il Mes non è pericoloso perché gli italiani stanno iniziando a capire, ed è partita la controinformazione. I membri del Mes godono di una immunità totale, che non ha neanche il capo della Bce”, aveva detto il battagliero senatore aggiungendo poi che questa è la conferma che “l’Ue col popolo e con la politica non c’entra nulla''.

Paragone, nonostante gli scontri avuti anche con Luigi Di Maio, non ha mai preso in considerazione la possibilità di lasciare il M5s. Dopo la comunicazione avuta ieri in merito alla sua espulsione, il senatore ha postato su Facebook un commento breve ma da durissimo. "Sono stato espulso dal nulla. C'era una volta il 33%, ora...".

Il futuro del governo Conte diviene ancora più incerto. Fino a ieri, la fragile e litigiosa alleanza giallorossa al Senato poteva contare su numeri molto risicati. Numeri che sono ulteriormente diminuiti con la cacciata di Paragone dal M5s. Anche se non si conoscono le prossime mosse del giornalista. Non si sa, infatti, se dopo l’espulsione passerà tra le fila dell’opposizione o continuerà ad essere la voce critica della maggioranza. Senza dimenticare le parole di Becchi e quelle pronunciate dal senatore leghista Gian Marco Centinaio che qualche settimana fa aveva affermato che altri pentastellati sono pronti a lasciare il Movimento.

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Commenti

marc59

Gio, 02/01/2020 - 12:39

Resteranno solo quelli incollati alla poltrona e venduti ai pidioti. Quando grillo avrà raggiunto il suo scopo, tutelare suo figlio nell'inchiesta che lo riguarda, sparirà dalla politica.

agosvac

Gio, 02/01/2020 - 12:44

In effetti la causa di questo disastro dei 5 stelle è stato lo stesso Grillo imponendo l'alleanza col PD. Motivi? L'unico possibile, visti i trascorsi anti PD, è la vicinanza che c'è sempre stata tra il PD e parte della magistratura. Magari gli è stato promesso un occhio di riguardo sui fatti che hanno compromesso suo figlio. A proposito, stranamente di questo stupro nessuno ne parla più!

libero.pensionato

Gio, 02/01/2020 - 13:02

Certo... dopo una alleanza con il PD dove oltretutto ha regalato le poltrone più importanti al PD poteva finire solo così....se andavano subito alle elezioni gli italiani li avrebbero premiati...GRILLO che una volta stimavo nell ultimo anno ha fallito tutte le strategie...ha distrutto il movimento

retnimare

Gio, 02/01/2020 - 13:11

Grande Lagana': " Mes= meccanismo europeo disabilita'"

hectorre

Gio, 02/01/2020 - 13:53

se il governo risultasse a corto di parlamentari, temo l’aiutino di alcuni forzisti, su richiesta del cav.!...è già successo con monti e renzi...Forza Italia è al 6% e andando al voto diventerebbe la ruota di scorta di Salvini e Meloni.....se così fosse decreterebbe la fine di Berlusconi e del suo partito....spero di sbagliarmi....

Ritratto di giùalnord

giùalnord

Gio, 02/01/2020 - 13:54

Se fossero andati alle elezioni non avrebbero sacrificato il movimento come ha fatto Grillo,principale promotore del governo giallorosso.

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mvasconi

Gio, 02/01/2020 - 14:24

Egregio hectorre, temo non si sbagli, purtroppo...

carlo dinelli

Gio, 02/01/2020 - 14:25

Concordo con Mac59: anch'io penso che Grillo, dopo l'esperienza con la Lega, abbia attaccato duramente Salvini e si sia messo col Pd unicamente per salvare il suo pargoletto - e questo, come sappiamo, ha creato molti malumori anche all'interno dello stesso movimento (che, affiancandosi a chi, fino al giorno prima, avevano sempre duramente criticato, ha visti traditi gli ideali originari dei 5 stelle)

27Adriano

Gio, 02/01/2020 - 14:59

Vorrei sapere, o meglio sentire qualcosa dal nocciolaio e bibitaro con la faccia di bronzo in merito....

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Gio, 02/01/2020 - 15:21

marc59 - 12:39 La sua è una tesi sostenuta da molti politici anche all'interno del M5s. Certo è che se fosse vero, indirizzare la politica di un movimento politico per un episodio del genere, del tutto personale, è veramente riprovevole, ignominioso, una presa per i fondelli incredibile per chi ha creduto in quel movimento fin dalla sua nascita.

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 02/01/2020 - 16:20

Ovvio che chi punta a ritornare in Parlamento cerchi un altro partito, più solido e concreto del crollante M5S. Tanto la "rielezione" in M5S non é attendibile, fuori dalla realtà. M5S é ancora in vita, ma non andrà lontano.

Iacobellig

Gio, 02/01/2020 - 17:16

Fate in fretta ad uscire.

ItaliaSvegliati

Gio, 02/01/2020 - 17:22

Alla fine ne resterà uno solo il babbeo....

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wilegio

Gio, 02/01/2020 - 18:11

Ormai la "base" anti-europeista, movimentista, anti-politica, anti-tutto dei grillini non si riconosce più in questi poltronari, che venderebbero anche i loro antenati pur di rimanere il più a lungo possibile al potere. Non c'è mai stato uno scollamento simile fra un partito e i suoi elettori, se non nella destra-dc quando fanfani, moro e compagnia inventarono il "compromesso storico" (mi ricorderò sempre come commentava mio padre, vecchio democristiano), e quando Berlusconi, nel 2011, decise di appoggiare il governo di chi lo aveva tolto di mezzo con un colpo di stato. I risultati, in termini di consensi, sono stati chiarissimi tutt'e due le volte. Il problema è solo andare a votare, dopodiché forse qualcuno si accorgerà di quanto i suoi ex-elettori lo abbiano apprezzato.

antipifferaio

Ven, 03/01/2020 - 09:05

Migliaia di articoli per dire semplicemente che i 5S si sono associati al Pd per evitare una dipartita prematura e in sostanza per lasciare ancora un anno, se va bene, i loro eletti ad attingere alla mangiatoia di stato. Insomma, comprensibilmente hanno optato per una lenta agonia a una morte veloce. Come ai condannati a morte, pietosamente, concediamogli il perdono.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Ven, 03/01/2020 - 11:02

wilegio - 18:11 Berlusconi può essere antipatico, stare sui ... a tanti - direi cosa normale che vale anche per altri politici - però va detto che nel mese di settembre 2011 mediaset e fininvest in poche settimane persero il 36% del loro valore, dietro attacchi concentrici politici Ue "coordinati" con Bundesbank, Deutsche Bank e Goldman Sachs. Così lo "convinsero" a dare il suo assenso al governo presieduto dal lodenato dietro minaccia di far tabula rasa delle sue aziende. Basta leggere "Stress test" dell'ex ministro del tesoro Usa Timothy Getner e troverà risposte chiare, adeguate a quel periodo "nebuloso" della nostra Italia.