Il simbolo di Di Pietro al Senato? La mossa degli ex M5s

Espulsi e ribelli del Movimento 5 Stelle puntano a costituire un nuovo gruppo parlamentare. Serve un simbolo: si guarda con fiducia a quello dell'Italia dei valori

Il simbolo di Di Pietro al Senato? La mossa degli ex M5s

Gli ex esponenti del Movimento 5 Stelle continuano a cercare di organizzarsi e puntano a costituire un nuovo gruppo parlamentare al Senato, o quantomeno una componente nel Misto, a cui potrebbero aderire coloro che sono stati espulsi dopo aver rifilato un secco "no" al governo guidato da Mario Draghi. Non solo: un sostegno potrebbe arrivare anche da parte di alcuni nomi di peso, tra cui l'ex ministro della Difesa Elisabetta Trenta e la testimone di giustizia Piera Aiello. La strada però presenta alcuni ostacoli da superare: i numeri si possono anche trovare, mentre più complicato è il discorso relativo al simbolo. Non si tratta di un dettaglio accessorio e irrilevante, ma di una condizione necessaria per giungere alla nascita del nuovo gruppo. Nelle scorse settimane era spuntata l'ipotesi di utilizzare quello di Antonio Di Pietro. Una possibilità che resta ancora in piedi e a cui si guarda con fiducia.

Il simbolo degli ex 5S

L'ex pm di Mani pulite sarebbe dunque pronto a cedere il simbolo del gabbiano in volo dell'Italia dei valori. A ciò si aggiunge la disponibilità del "nucleo" di Andrea Colletti, deputato di L'alternativa c'è, a stipulare il patto con il partito fondato da Di Pietro e oggi guidato da Ignazio Messina. Il simbolo dell'Italia dei valori in Senato al momento è detenuto da Elio Lanutti. Come scrive Marco Antonellis su Italia Oggi, c'è più di qualcuno pronto a scommettere anche che in un secondo momento possa persino fare capolino lo stesso Di Pietro.

Dell'utilizzo del simbolo dell'Idv vi aveva già parlato Stefano Innaccone su ilgiornale.it, che ha anticipato le intenzioni degli ex grillini che ovviamente guardano con grande interesse alla costituzione di un gruppo pure al Senato poiché garantirebbe risorse e personale per provare a lanciare un nuovo partito. Senza dimenticare che tra i principali obiettivi rientrano anche le commissioni di garanzia. "Non solo Vigilanza Rai, vorremmo dire qualcosa anche su Copasir e Cassa depositi e prestiti", aveva infatti dichiarato l'ex 5S Pino Cabaras diversi mesi fa.

"Colpire i 5 Stelle"

Nei capannelli a Montecitorio trapelano mal di pancia verso le prossime azioni di Giuseppe Conte, il cui progetto di rifondazione non è stato ancora ben esplicitato nei minimi dettagli. Tanto che ai disillusi si continua a sottopporre una domanda che punta ad alimentare l'insoddisfazione crescente: "Che ci fate ancora là dentro?". Dal M5S c'è forte preoccupazione per le mosse degli espulsi. "L'obiettivo è quello di indebolire il progetto del Movimento affidato a Conte e prendersi una parte del nostro elettorato, o ex tale. Odiano più noi che gli avversari", è la convinzione di una fonte pentastellata.