Fatti più tamponi che nuove prime dosi: la trincea No Vax resiste anche al green pass

Da vaccinare 8,3 milioni di persone. Dal 15 obbligo di certificato: attesa la svolta

Fatti più tamponi che nuove prime dosi: la trincea No Vax resiste anche al green pass

Il green pass non demolisce la barriera dei no vax. Ad un passo dal traguardo della prima fase della campagna, che punta a coprire l'80% dei vaccinabili, non si assiste ad un boom di prime dosi ma invece di testing: ancora troppe le persone che per ottenere la carta verde preferiscono sottoporsi spesso ad un tampone invece di vaccinarsi. Ma la maggioranza degli scienziati ritiene che il green pass dovrebbe essere rilasciato soltanto con il vaccino, come ribadisce il fondatore dell'Istituto Mario Negri, il professor Silvio Garattini, «Credo che il tampone sia la fotografia di quel che è successo in quel momento, ma due ore dopo si può avere la carica virale. - avverte lo scienziato- Il tampone dovrebbe esser escluso dal green pass, non ha senso».

Ma la campagna vaccinale non riesce ad avere uno sprint finale, somiglia più ad una scalata: ci si avvicina alla cima e si rallenta. Ad evidenziare questa tendenza sono i dati della Fondazione Gimbe. Nell'ultimo report sottolinea che ci sono ancora da vaccinare 8,3 milioni di persone. «La progressiva estensione del green pass ha ottenuto un effetto molto netto in termini di testing della popolazione ma sinora non ha prodotto nessuna impennata nella curva dei nuovi vaccinati. E per capire se ci sarà un effetto forte anche sulle vaccinazioni occorre attendere il 15 ottobre quando entrerà in vigore l'obbligo del green pass per i lavoratori pubblici e privati», osserva il presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta.

I contagi sono in discesa da 4 settimane consecutive e oltre il 71% della popolazione totale e il 78,5% della popolazione vaccinabile over 12 anni ha completato il ciclo vaccinale. Nell'ultima settimana sono aumentate del 4,1% le somministrazioni con una media mobile a 7 giorni di 204.606 somministrazioni al giorno, L'analisi di Gimbe cerca di mettere in luce gli effetti della progressiva estensione dell'obbligo di green pass. Dal 6 agosto, quando è stato introdotto per le attività ludiche e ristoranti al chiuso è stato subito evidente l'impatto sui tamponi rapidi. La media mobile a 7 giorni è aumentata in un mese del 57,7% passando da 113 mila (6 agosto) a 178 mila (7 settembre) per poi stabilizzarsi. E invece sui nuovi vaccinati l'effetto green pass sperato non c'è stato: un lieve rialzo dopo il 6 agosto ma poi le prime dosi giornaliere sono crollate sino al minimo del 17 settembre (media mobile 66,7 mila) per poi segnare una lieve risalita, stabilizzandosi intorno a quota 84mila.

Quindi l'obbligo di green pass, conclude Cartabellotta, «ha ottenuto un effetto molto netto in termini di testing della popolazione, contribuendo a ridurre la circolazione del virus, ma sinora non ha prodotto nessuna impennata nella curva dei nuovi vaccinati». E ci sono ancora almeno 5 milioni di persone non vaccinate in età lavorativa. Un milone e mezzo di scoperti tra i 50 ed i 59 anni e oltre 800mila tra i 60 e i 69. Attivi, a rischio per età e scoperti.

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