La Fede riempie lo schermo. Ma svuota le chiese

Boom di ascolti per messe e fiction. Tv2000 ai fedeli: "Chi può non preghi da casa"

Metti un prete o una suora in video e il successo è (quasi) assicurato. Domenica sera, c'è stato uno scontro aperto tra Suor Angela e Padre Bergoglio. La prima è la protagonista della serie Che Dio ci aiuti, arrivata alla sesta stagione su Raiuno con successo inarrestabile. Il secondo era al centro del film biografico Chiamatemi Francesco - Il papa della gente di Daniele Luchetti, andato in onda su Canale 5. Ha vinto Suor Angela, interpretata da Elena Sofia Ricci. La seconda puntata della fiction è stata vista da 5.513.000 spettatori con il 21.9% di share. La pellicola di Canale 5 è stata seguita da 2.614.000 spettatori con uno share del 10%. Però... Poco prima di Chiamatemi Francesco, su Canale 5 c'era il Francesco vero, intervistato in uno speciale Tg5. Risultato eccelso per la fascia oraria: 5.404.000 e 19% di share. Ora facciamo due conti: in prima serata circa otto milioni di italiani hanno visto uno show con un/una aiutante di Dio come personaggio principale.

La tonaca nera sta benissimo alla televisione. Sta bene su tutto e sfina gli ascolti. La saga di Don Camillo e Peppone è un sempreverde e una garanzia: tu la programmi e gli spettatori, fedeli, è il caso di dirlo, accorrono felici di rivedere le peripezie di Fernandel per la centesima volta.

Non parliamo neanche di Don Matteo, arrivato lietamente alla dodicesima stagione con numeri impressionanti. Non solo di audience, chissà quanti omicidi ha risolto il curato, decine, tutti in borghi piccolissimi e nella realtà tranquilli, come Gubbio. Citato da Umberto Eco, esportato in molti Paesi incluso il Giappone, diventato anche collana di libri da edicola, rivenduto in dvd, Terence Hill ha convertito alla visione di Don Matteo mezza Italia, e non per modo di dire. Contende il primato come popolarità al commissario Montalbano. C'è poi il caso di Tv2000, il canale della Conferenza Episcopale Italiana che ha visto, durante il primo lockdown, raddoppiare i suoi spettatori. Il 20 marzo 2020, il Rosario, promosso dalla Chiesa italiana alle ore 21 ha registrato il 12,8% di share e oltre 4 milioni di spettatori con il prime time al 6,91%.

Proprio da Tv2000 arriva l'invito a recarsi anche fisicamente in Chiesa, direttamente nell'omelia di Padre Ireneo Martin, rettore del Santuario di Collevalenza da dove vengono trasmesse le celebrazioni della domenica in Tv: «Chi è in salute torni a messa in presenza». Già. L'altra faccia della medaglia è infatti la desolazione delle funzioni in molte parrocchie. Nonostante le misure di prevenzione anti-Covid, la messa è disertata, almeno questa è l'impressione (confortata anche dai numeri precedenti il Coronavirus). Non è raro trovare le navate mezze vuote anche in orari nei quali erano sempre affollate. Spariti i cori, dove c'erano d'abitudine. Spariti (o contingentati) i messali della domenica. Eppure assistere alla Messa non è certo più pericoloso di andare al supermercato, ed è nutrimento indispensabile per i credenti. Si assiste così al paradosso: milioni di italiani davanti al televisore per vedere Suor Angela, Chiamatemi Francesco o per recitare il rosario. Molti meno davanti all'altare a ricevere l'eucarestia. Qualcosa non torna, e non è solo un problema di sicurezza, visto che in Chiesa è garantita.

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