Via al festival di "Cultura e identità": "Il governo non pensa agli italiani"

L'organizzatore Sylos Labini: «Un affronto alle nostre tradizioni»

Via al festival di "Cultura e identità": "Il governo non pensa agli italiani"

È nota come la città dei Papi, per aver dato i natali a quattro pontefici (Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. Anagni è legata alle vicende di papa Bonifacio VIII e alla leggenda dello «schiaffo di Anagni». Ed è proprio da qui che, metaforicamente, il Festival di CulturaIdentità prende forma. Il 4 e 5 agosto grandi personaggi della cultura e del giornalismo parteciperanno alla kermesse condotta per il terzo anno da Edoardo Sylos Labini, intitolata «La città dei Papi. Tra arte e fede».

Dopo il debutto a San Vito dei Normanni in Puglia, tenutosi tra le pietre miliari del Castello Dentice di Frasso, e l'evento «Turismo è Futurismo» a La Spezia, il festival si riappropria di un luogo dal forte valore identitario. Il 4 agosto alle 21.30 in Piazza Innocenzo III: dopo il saluto del sindaco di Anagni Daniele Natalia, Sylos Labini si confronterà con lo psichiatra Alessandro Meluzzi e con il filosofo Diego Fusaro. «Quest'anno sarà un festival più che mai politicamente scorretto visto il parterre che abbiamo messo in piedi racconta Sylos Labini . Attraverso la cultura vogliamo raccontare le nostre identità, le tradizioni e la storia del nostro popolo contro il disegno di globalizzazione sposato da questo governo non eletto dal popolo».

Verrà consegnato il premio CulturaIdentità EffettoArte all'artista Jago che, dopo aver mosso i suoi primi passi ad Anagni, si è fatto conoscere con l'opera Habemus Hominem realizzata dopo le dimissioni di Papa Ratzinger che provocatoriamente mette a nudo l'uomo dietro il Pontefice. Il critico d'arte Angelo Crespi e il direttore della rivista Exibart Cesare Biasini Selvaggi racconteranno il legame della città ciociara con il maestro Tommaso Gismondi che, proprio ad Anagni, ha regalato il suo studio e le sue creazioni.

La vicenda dello schiaffo di Anagni avvenne l'8 settembre 1303 ai danni di papa Bonifacio VIII al termine di un dissidio che era sorto tra il Papa ed il re di Francia Filippo IV, detto «il Bello». Un oltraggio morale, che la leggenda attribuisce a Sciarra Colonna nell'atto di schiaffeggiare Bonifacio VIII.

«Mai come oggi quello schiaffo sembra rivivere, come l'affronto che ci fecero i francesi dice ancora Sylos Labini - Oggi come ieri c'è un affronto alla nostra cultura, alle nostre tradizioni. Attraverso la storia del nostro Paese analizziamo cosa avviene nel mondo e lo schiaffo di Anagni è una perfetta metafora. I cittadini di Anagni si ribellarono all'affronto dei francesi e il tradimento di ieri assomiglia a quello di oggi. Attraverso il festival esortiamo un nuovo schiaffo degli italiani a questo governo che non fa gli interessi del popolo italiano».

Il 5 agosto 19 ci sarà la presentazione del libro Un'altra libertà scritto dal cardinale Camillo Ruini e dal senatore Gaetano Quagliariello. Alle 21.30 il faccia a faccia tra Sylos Labini e Magdi Cristiano Allam. All'incontro prenderanno parte il vicedirettore de Il Giornale Francesco Maria Del Vigo, il componente del cda Rai Giampaolo Rossi e l'onorevole Federico Mollicone, membro della Commissione Cultura alla Camera dei deputati.

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