La figlia Marina e l'ex moglie: assurdi tentativi di dividerci

La primogenita di Berlusconi e Veronica Lario in difesa di Barbara: una caccia al colpevole sconcertante

Dopo giorni di tensioni e preoccupazioni per la salute di Silvio Berlusconi e di amarezza per una narrazione giornalistica improntata alla ossessiva ricerca di conflitti interni alla famiglia, Marina Berlusconi prende la parola. Lo fa con una nota più amareggiata che polemica con la quale decide di smentire i virgolettati che le hanno attribuito alcuni giornali - «avrebbe dovuto rimanere con me in Provenza» - e le ricostruzioni che la vorrebbero furiosa per le modalità di contagio di suo padre. Un intervento che contribuisce a ricucire la serenità di una grande famiglia allargata che si stringe attorno al suo patriarca.

«Credo che la malattia di mio padre, come quella di qualunque altro essere umano, meriterebbe ben maggiore rispetto, discrezione e attenzione alla verità di quanto non legga e non ascolti in questi giorni» sostiene la presidente di Fininvest e Mondadori. «Giorni segnati dalla ossessiva ricerca di conflitti che non esistono e da una caccia al colpevole che lascia davvero sconcertati. Per quanto mi riguarda, mi vedo attribuiti non solo pensieri che non ho mai avuto e accuse che non mi sono mai sognata di formulare, ma addirittura parole e giudizi che non avrei mai avuto motivo di pronunciare. Sarò un'ingenua - conclude - ma non riesco a rassegnarmi nel vedere così calpestati i sentimenti di familiari, amici veri, collaboratori leali. Oltre, naturalmente, all'impegno dei medici che stanno seguendo come sempre mio padre con grande professionalità e umanità e che ci tengo ancora una volta a ringraziare».

Nello stesso giorno in cui Marina lancia un segnale di unità familiare, torna a prendere la parola dopo molto tempo anche Veronica Lario che nei giorni scorsi ha fatto arrivare un messaggio privato di vicinanza e incoraggiamento all'ex marito. «Sono addolorata e anche un po' preoccupata, ma lo scenario clinico ora mi sembra abbastanza confortante e i miei figli mi hanno rassicurata, mi dicono di stare tranquilla», dice la Lario. «Non mi piace la caccia al colpevole - aggiunge -, rischia di mettere in secondo piano quanto di buono abbiamo fatto, lo straordinario impegno dei medici e degli infermieri, le terapie che si stanno sperimentando e i problemi di questi giorni: la ripresa della scuola in sicurezza, il ritorno alla vita normale dei nostri ragazzi che non possono essere tenuti prigionieri».

Chi ha avuto modo di sentire lo stesso Berlusconi in questi giorni racconta che a tutto è interessato meno che a questa surreale e confusa caccia all'untore. Un concetto che 24 ore prima aveva espresso la figlia Barbara, anche lei positiva al Covid. «La caccia all'untore è una cosa da Medioevo, la trovo umanamente inaccettabile oltre che scientificamente indimostrabile. Sto vivendo momenti di grande angoscia per la salute di mio padre, penso sia disumano essermi trovata su tutti i media come l'untrice ufficiale della persona a cui voglio più bene. Dopo tre tamponi e un test sierologico negativi è molto improbabile che papà abbia preso il Covid-19 da me. Lui è risultato positivo molto dopo, e ultimamente il periodo di incubazione del virus si è ridotto». Barbara Berlusconi contesta soprattutto le ricostruzioni sulla sua estate: «Non ho condotto alcuna vita sregolata in Sardegna. Le volte che sono uscita la sera in tre mesi si possono contare sulle dita di una mano. Altro che movida, pannolini piuttosto». Una ricerca, quella del fantomatico è irresponsabile colpevole, criticata è respinta anche da Paolo Berlusconi. «Contagio in Francia o in Sardegna? Non si può sapere dove Silvio abbia preso il virus, non ci sono colpe, è inutile cercarle, è pura casualità».

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