Le nuove regole

Fino a oggi non arriverà la firma sul dpcm, le Regioni hanno chiesto tempo per approfondire. Limite di 30 persone per riti e matrimoni, non si possono ospitare più di 6 invitati in casa. No alle gite scolastiche

Le nuove regole

Nessun nuovo lockdown, ma ecco il Dpcm che regolerà la vita degli italiani nelle prossime settimane. Sperando che la stretta ulteriore sia sufficiente a rallentare i contagi. C'è voluto un serrato confronto con Regioni ed enti locali prima di arrivare a definire i dettagli del provvedimento che sostituirà quello in scadenza giovedì. Il premier Giuseppe Conte, tornato di corsa da Taranto per la cabina di regia a cui hanno preso parte anche i ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia, avrebbe voluto firmarlo ieri sera. Ma alla fine i governatori hanno chiesto all'esecutivo 24 ore per visionare e ragionare sul provvedimento e il varo è slittato ad oggi, quindi aggiustamenti sono ancora possibili. Come previsto è in arrivo una stretta alla movida per limitare gli assembramenti. Regole rigide anche per le feste private e quelle in casa, che saranno contingentate, anche se non è passata la linea intransigente del ministro Speranza che auspicava addirittura «segnalazioni» per i controlli nelle abitazioni.

MASCHERINA

Protezioni sempre sul viso all'aperto, tranne quando si fa attività fisica. Obbligo anche in macchina e in scooter quando si viaggia con non conviventi. Portarla in casa in presenza di persone che non vivono nella stessa abitazione rimane fortemente raccomandato. «Non riteniamo di introdurre una norma vincolante, ma vogliamo dare il messaggio che se si ricevono persone non conviventi anche in casa bisogna usare la mascherina», ha detto il premier.

FESTE

Saranno vietate feste all'aperto e al chiuso, salvo le cerimonie per matrimoni, comunioni, battesimi e altri festeggiamenti di riti civili e religiosi, ma con un massimo di 30 persone. Le regole non cambiano: mascherina quando non si è al tavolo, distanziamento tra i non congiunti, buffet vietati.

IN CASA

Non sarà possibile ospitare più di sei persone. Si è preferito non imporre divieti, ma raccomandare comportamenti responsabili anche con un'intensa attività di comunicazione. Le Regioni si sono battute per mantenere «il giusto equilibrio tra diritto alla salute e diritto ad una quasi normale vita sociale». Sempre raccomandata la mascherina.

LOCALI

Bar, pub e ristoranti dovranno chiudere alle 24. Ma già dopo le 21 sarà vietato sostare al di fuori dei locali per evitare assembramenti, soprattutto dei giovani che amano riunirsi nelle strade e nelle piazze. Non sarà possibile consumare all'esterno e vendere alcolici da asporto dalle 22. All'aperto si potrà stare soltanto se seduti al tavolo e con il giusto distanziamento. I controlli saranno rafforzati.

SPORT

Stop al calcetto con gli amici e alla partitella di basket nel campetto di quartiere. Gli sport a livello amatoriale, che non seguono precise linee guida anti-virus, dovranno fermarsi. Consentiti invece quelli, anche a livello dilettantistico, praticati nelle società che abbiano adottato i protocolli per limitare i contagi: via libera a calcio, pallavolo, rugby, danza, pallacanestro e a tutte le attività di base svolte con le adeguate precauzioni. Salvi dunque i campionati e le attività di contatto gestite da enti di promozione e federazioni. Nessuna restrizione nemmeno per quanto riguarda lo sport giovanile. Un respiro di sollievo per le varie Federazioni che hanno fatto investimenti e predisposto quanto necessario per riprendere l'attività. Le palestre rimarranno aperte.

STADI

Fino a mille persone negli stadi aperti e capienza dei palazzetti che sale fino al 15% e che comunque non potrà mai superare i mille spettatori. È la proposta che il governo ha fatto alle Regioni per regolamentare l'affluenza agli eventi sportivi. Rispetto ai provvedimenti precedenti non cambia nulla per quanto riguarda gli stadi, mentre salta il limite massimo di 200 persone al chiuso.

GITE SCOLASTICHE

Non sono mai riprese dalla prima fase dell'emergenza e non riprenderanno: rimangono vietate attività didattiche fuori sede e gemellaggi tra scuole.

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