L'Arci e quel convegno coi rom vicino a dove è morto Duccio

Rom e convivenza civile: l'Arci rilancia con un convegno a tema, ma per Fdi l'evento è troppo vicino al luogo in cui è stato travolto Duccio Dini

L'Arci e quel convegno coi rom vicino a dove è morto Duccio

Un'iniziativa a favore della convivenza civile con le popolazioni rom. L'Arci di Firenze ha organizzato un convegno per il prossimo giovedì 19 luglio, presso la Casa del popolo di San Bartolo a Cintoia.

Alle ore 20, si legge sul manifesto pubblicitario, è prevista una "cena rom" a offerta libera con il fine di coprire le spese sostenute. Poi, le testimonianza di quanti sono arrivati in Italia partendo dalla Macedonia, dal Kosovo e dalla Bosnia. Ci sarà anche il tempo per una proiezione: verrà mostrato un documentario relativo al Porrajmos, cioè al "grande divoramento" o alla "devastazione" che le stesse popolazioni, sulle quali è incentrato l'evento dell'associazione, hanno dovuto subire a causa del nazismo. "Insieme - sottolineano gli organizzatori - chiediamo un impegno forte e immediato del Comune e della Regione Toscana per il superamento in positivo del campo di Poderaccio, con il pieno inserimento abitativo, lavorativo, sociale di coloro che vi risiedono".

Finalità di sensibilizzazione, quindi, ma anche proposte politiche. Il tutto non troppo lontano dal luogo in cui è stato travolto Duccio Dini, il ragazzo sbalzato via lo scorso 10 giugno in via Canova, durante un inseguimento tra auto, mentre era fermo al semaforo. Il ventinovenne è morto qualche ora dopo. Alla guida dei mezzi c'erano proprio dei rom: la Procura ha iscritto i presunti responsabili nel registro degli indagati per omicidio volontario con dolo eventuale. Sei, in totale, i nomadi arrestati. Un accadimento che ha scosso le coscienze della maggior parte dei fiorentini. Una posizione netta in seguito a questa tragedia, oltre a quella del ministro Salvini, era arrivata dal sindaco Nardella, che aveva parlato di smantellamento del Poderaccio. Proprio del campo sito in periferia vuole parlare l'Arci, che al di là delle proposte citate insiste pure per "il riconoscimento della popolazione rom e sinti come componente specifica dell'Europa e come minoranza linguistica italiana". Ma non a tutti sta bene.

Francesco Torselli, esponente della destra fiorentina, consigliere comunale di Firenze per Fratelli d'Italia e leader storico di Casaggì, ha scritto un post su Facebook in cui ha sottolineato tutta la sua contrarietà all'inziativa dell'Arci : "In tanti - ha scandito - mi avete segnalato questa iniziativa, chiedendomi di intervenire affinché, questa provocazione, a poche centinaia di metri da dove è morto Duccio, non vada in scena. Purtroppo - ha aggiunto - si tratta di un evento privato, organizzato da associazioni private, sulle quali l’amministrazione comunale non ha alcun tipo di potere (se non quello di dissociarsi pubblicamente, ma non lo farà)". E ancora: "Di fronte a questo, non ci resta che raccontare la verità a quante più persone possibili: c’è chi, ogni giorno chiede giustizia, legalità e rispetto delle regole e chi organizza manifestazioni di solidarietà col popolo rom". "A differenza dei sinistri - ha chiosato Torselli - ho sempre creduto nel diritto di ognuno ad esprimere le proprie idee, quindi che organizzino pure i loro eventi di solidarietà con il popolo rom". Il consigliere comunale di centrodestra ha concluso il suo intervento pubblico ribadendo la sua vicinanza agli italiani, specie a quelli costretti in stato di povertà.

Quello dell'Arci, in sintesi, sarebbe un modo provocatorio, in quanto troppo vicino al luogo in cui il giovane Duccio Dini è stato travolto, per parlare di "convivenza civile" con i rom.

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