Fisco, il "Grande fratello" non ha più freni

Il dl Capienze consente alle Entrate di trattare in libertà i dati personali

Fisco, il "Grande fratello" non ha più freni

Il Grande Fratello dell'Agenzia delle Entrate avrà le briglie sciolte. L'unico soggetto in grado di tirare le redini sarebbe stato il Garante della Privacy ma il decreto Capienze con l'articolo 9 lo ha di fatto bypassato, sancendo che il trattamento dei dati personali «è sempre consentito se necessario per l'adempimento di un compito svolto nel pubblico interesse o per l'esercizio di pubblici poteri a essa attribuiti». Insomma, a parte le società controllate dallo Stato che operano in regime di libero mercato (ad esempio: Eni, Enel, Poste e Leonardo) tutta la pubblica amministrazione sarà in grado di scambiarsi dati per conseguire le proprie finalità.

Questo per l'Agenzia delle Entrate è un «colpo grosso» in quanto i nuovi sistema di controllo sui redditi e sulle spese dei contribuenti potranno operare a pieno regime senza grossi timori. Teoricamente, l'«evasometro» - da due anni in rampa di lancio - prevede l'«anonimizzazione dei dati», ossia si incrociano conti correnti, fatture, spese, proprietà immobiliari, conti titoli, posizioni previdenziali «cancellando» il codice fiscale del contribuente e recuperandolo solo in caso di evidenti anomalie. Ora l'Agenzia delle Entrate avrà sostanzialmente mano libera se il Garante della Privacy non frapporrà una barriera.

Ad esempio, poniamo che un liceale maggiorenne o un universitario marinino per qualche giorno le lezioni per svolgere un lavoretto e «carichino» la paghetta su una carta prepagata. Il fisco, incrociando i dati delle presenze scolastiche e/o universitarie, con le spese ordinarie del giovane, sarà in grado di comprendere l'origine di quel reddito extra. E se il ragazzo è ancora a carico dei genitori, quei soldi finiscono nell'Irpef del papà o della mamma (o di tutti e due) tassati ad aliquota marginale. Lo stesso vale per quei «furbetti» del privato e del pubblico che si danno malati per svolgere un'altra attività. Incrocio dei redditi con l'accertamento della visita del medico Inps, truffa smascherata con Irpef (e Ires se l'altro datore è un'azienda) recuperata.

Anche se in quest'ultimo caso la finalità è buona, si registrerebbe un'invasione nella sfera privata sulla quale è lecito sollevare più di un dubbio. Tanto più che con l'introduzione e la progressiva estensione delle fatture elettroniche il Fisco è già in grado di incrociare una serie di dati che rendono molto più impervia l'evasione Iva. Non a caso l'ultima Nadef mette a disposizione dell'erario 4,3 miliardi di recupero dell'evasione ottenuto con la scansione digitale dei rapporti economici.

Intanto, nel decreto fiscale collegato alla manovra (che potrebbe essere approvato in settimana) potrebbe trovare posto un'ulteriore proroga per il pagamento delle cartelle esattoriali con annessa diluizione della rateizzazione della rottamazione ter e del saldo e stralcio. In questo modo si allevierebbe l'impatto dei 60 milioni di cartelle in corso di invio dal primo settembre.

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