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Rapporti con le attiviste: la Flotilla affonda sul sesso a bordo

Gruppo pro Pal critica un leader: "Rapporti con le attiviste mentre c'è un genocidio"

Rapporti con le attiviste: la Flotilla affonda sul sesso a bordo
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La Flotilla come "Love boat". La nave dell'amore. "È colpa del mare, del cielo e del mare" cantava la sigla italiana della fortunata serie tv che per dieci anni ha raccontato vicende romantiche aventi a teatro una nave da crociera. "Con l'amore io voglio giocare" recitava il ritornello della serie, giocata sull'idea che il "profumo del mare" assecondasse queste avventure galanti.

E l'idea della "nave dell'amore" è quella che viene perfidamente evocata dal New York Post nel titolo dell'esclusiva pubblicata sabato - e nel frattempo ripresa da altre testate, come le israeliana "i24NEWS" e Jerusalem post - sulle "accuse di condotte sessuali inappropriate" a bordo della spedizione pro Pal di Greta and co.

La Flotilla è appena ripartita - dopo la recente puntatina a Cuba a sostegno del regime post castrista cubano e contro "l'imperialismo" - e l'anno scorso ha acceso su di sé i riflettori dell'attenzione globale, nel viaggio verso Gaza con l'obiettivo dichiarato di portare aiuti e quello sostanziale di mettere in difficoltà - mediaticamente e non solo - lo Stato ebraico (la procura di Roma indaga per sequestro).

Su questo non emerge alcunché di grave: non risultano denunce o asserite molestie. Solo imbarazzi, legati alla presa di posizione di un gruppo (filo)palestinese che - come riportata dai media - avrebbe rimproverato a uno dei "leader" della Flotilla, un componente del suo organo di governo, di essersi dedicato ad attività molto prosaiche con più di una compagna militante. "Farlo a bordo di un'imbarcazione, mentre ci si dirige verso una nazione che sta subendo un genocidio, con volontarie che sono sotto la propria autorità...è una chiara violazione dell'etica e del potere" ha accusato la sigla, in uno slancio di bigottismo.

Nelle cronache, il comandante dedito agli incontri galanti viene indicato in uno dei volti simbolo della Flotilla, un brasiliano che - interpellato - avrebbe smentito: "Queste accuse sono ovviamente false". E anche la Flotilla ha negato tutto.

L'annunciata partenza con un carico di aiuto - evidentemente simbolico - poi i rinvii, le prese di posizione estremiste dei

suoi militanti, e poi il mistero dei droni, la musica degli Abba a tutto volume, i dissidi tra islamisti e la componente Lgbt. E adesso anche l'amore contestato al tempo del genocidio. La Flotilla sempre di più "reality".

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