La Folgore ed El Alamein «Noi valorosi ieri e oggi»

Pisa «I parà di oggi sono valorosi come quelli di ieri»: Santo Pelliccia, 94 anni, reduce della battaglia di El Alamein, non ha alcun dubbio. Come ogni anno ha presenziato ieri, al centro addestramento paracadutismo di Pisa, alla cerimonia per la commemorazione del 75esimo anniversario dell'evento della Seconda guerra mondiale da cui nacque il mito della Folgore. Con un rapporto di forze svantaggioso i paracadutisti si erano apprestati alla difesa lungo un fronte di 15 chilometri e rappresentavano l'ultimo baluardo difensivo, che se fosse stato superato avrebbe dato vantaggio al nemico, che sarebbe giunto alle spalle dell'armata italo-tedesca. Ai ripetuti attacchi degli inglesi, i paracadutisti risposero con incredibile determinazione ed energia, respingendo ogni tentativo di sfondamento e infliggendo al nemico gravi perdite, al prezzo di grandi sacrifici: circa 1.100 tra morti, feriti e dispersi. L'inaspettata resistenza, protrattasi per una settimana, costrinse i comandi inglesi a sospendere ogni ulteriore iniziativa su quel fronte e a concentrare altrove lo sforzo offensivo.

«Dobbiamo davvero inchinarci davanti ai resti di quelli che furono i leoni della Folgore...»: Winston Churchill rese onore all'eroico sacrificio dei soldati italiani a El Alamein.

La Brigata, in procinto di partire dopo dieci anni di assenza da quelle terre per la missione Unifil in Libano, è stata salutata dai presenti, che hanno celebrato la ricorrenza (il cui anniversario cade il 23 ottobre) in anticipo, rispetto agli anni passati.

É stato il generale di Brigata Rodolfo Sganga, comandante della Folgore, a evidenziare come «i paracadutisti Italiani, senza dubbio uomini fuori dal comune, siano da sempre caratterizzati, per spregiudicatezza, iniziativa, coraggio e senso del dovere». Nel corso della cerimonia, la Folgore ha ottenuto il premio europeo «Lorenzo il Magnifico», tributato dall'Accademia Internazionale Medicea per l'impegno profuso sia in Patria che all'estero. ChG

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