Follia dei sindacalisti Rai: "Brugnaro vietato al Tg2"

L'Usigrai sul piede di guerra dopo che il Tg2 ha trasmesso la conferenza di Brugnaro. Ma è solo una protesta liberticida che ferisce l'informazione

Follia dei sindacalisti Rai: "Brugnaro vietato al Tg2"

Se sei un sindaco di centrodestra quasi quasi ti vietano di parlare. L'ultima follia di questo tempo di intolleranza non arriva da qualche gruppetto di studenti contestatori, da un manipolo di sardine o da una banda di occupanti dei centri sociali. No, purtroppo. Arriva dall'Usigrai che, per i non addetti ai lavori, è il sindacato dei giornalisti della Rai.

Raccontiamo i fatti: Venezia viene tragicamente allagata, la politica e i media si mobilitano. È un caso mondiale: un patrimonio dell’umanità seppellito sotto quasi due metri di acqua. Il sindaco della città, Luigi Brugnaro, indice una conferenza stampa. Come avrebbe fatto il primo cittadino di qualunque città del pianeta terra. Il Tg2 trasmette la diretta della conferenza di Luigi Brugnaro. Come avrebbe fatto qualsiasi testata giornalistica di buon senso. L'Usigrai sale sulle barricate e critica la scelta di aver dato la parola a Brugnaro. Come non avrebbe fatto nessuno sindacato al mondo. Forse ai tempi dell’Unione sovietica. "Per un attimo abbiamo pensato a un nuovo assunto in Rai. Poi abbiamo visto meglio e abbiamo capito: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, con in mano un microfono della Rai, mandato in onda - così a caso - in diretta durante il Tg2 - scrivono i sindacalisti in un comunicato surreale -. Ma il massimo è stato raggiunto quando è stato mandato in onda il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi". Ah, eccolo il problema: il sindaco di una città colpita da una tragedia, se è di centrodestra e, per sovrammercato, ha vicino Silvio Berlusconi deve essere messo al bando dalla televisione pubblica.

Una posizione talmente liberticida da aver spaccato lo stesso sindacato, mentre il Comitato di redazione del Tg2 - con un comunicato - faceva quadrato attorno al direttore Gennaro Sangiuliano, difendendo la scelta di trasmettere l'intervento di Brugnaro. Ed è tutto qui il problema: che chi fa libera informazione e cerca di fornire un servizio al cittadino si debba "difendere" da chi, anche di fronte a una tragedia, non perde occasione per fare una stupida polemica di parte. Far parlare il primo cittadino di una città in ginocchio non è una scelta politica, è l'abc del giornalismo.

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