nostro inviato a Évian (Francia)
Si aprirà ufficialmente stasera il G7 di Évian-les-Bains, località termale dell'Alta Savoia che ospita la 52esima edizione di un formato nato nel 1975 su iniziativa del presidente francese Valéry Giscard d'Estaing e del cancelliere tedesco Helmut Schmidt. Un vertice su cui incombe da una parte l'ancora altalenante negoziato tra Stati Uniti e Iran e dall'altra il ricordo dei violenti scontri che ventitré anni fa seguirono al G8 (allora il formato comprendeva anche la Russia) che si tenne sempre sulle rive del lago Lemano. Nel 2003, infatti, le manifestazioni nella vicina Ginevra degenerarono in veri e propri scontri di piazza con danni da milioni di franchi, ragione per cui già ieri la città svizzera era presidiata dalle forze dell'ordine, con alcuni negozi che hanno deciso di mettere in sicurezza le vetrine con pannelli di legno. Insomma, il tempo dei black block sembra lontano, ma ieri hanno sfilato in migliaia al corteo "No G7" e il livello di attenzione è altissimo come dimostra la lunga fila di macchine ferme ai controlli in entrata verso la Svizzera alla frontiera con la Francia e il corposo spiegamento delle forze dell'ordine - per l'occasione le divise della gendarmerie francese sono griffate con il logo del G7 sulla spalla - per tutti i 45 chilometri che separano Ginevra da Évian.
Un summit che si aprirà oggi con la cena dei leader, presente anche Donald Trump che fino a qualche giorno fa non aveva confermato ufficialmente la sua partecipazione. Al tavolo il francese Emmanuel Macron, padrone di casa, il tedesco Friedrich Merz, il britannico Keir Starmer, il canadese Mark Carney, la giapponese Sanae Takaichi e Giorgia Meloni, arrivata al suo quarto G7. E proprio domani mattina, prima di mettersi in volo per la Francia, la premier italiana e la prima ministra nipponica avranno un bilaterale a Roma durante il quale faranno il punto sui temi in agenda a Évian e rafforzeranno la cooperazione tra Italia e Giappone sul fronte spazio e difesa, con particolare attenzione - riferiscono fonti italiane - al Global combat air programme (Gcap), progetto che vede Roma e Tokyo impegnate insieme al Regno Unito per sviluppare un caccia di sesta generazione per rafforzare la sicurezza euro-atlantica e nell'Indopacifico.
L'agenda del vertice di Évian, spiega Macron, è "ambiziosa" e guarda soprattutto agli "squilibri mondiali" (geopolitici, economici e sociali) e ai rischi legati all'intelligenza artificiale. Ma è evidente che il focus sarà sulla crisi in Medio Oriente (al summit sono stati invitati i leader di Egitto, Emirati Arabi e Quatar) e sull'Ucraina (ci sarà anche Volodymyr Zelensky). Tutti argomenti che Macron e Trump affronteranno oggi in un bilaterale che precederà l'inizio dei lavori. I riflettori, dunque, saranno puntati soprattutto sul presidente americano, anche alla luce dei negoziati in corso tra Washington e Teheran. E in questo senso uno dei dossier sarà l'aiuto che i Paesi del G7 potranno dare nelle operazioni di sminamento dello Stretto di Hormuz quando si dovesse finalmente sancire la tregua. Una richiesta che l'amministrazione americana ha già fatto filtrare, con diversi Paesi - Regno Unito e Francia in testa, ma anche Italia - già presenti in quelle acque.
Per quanto riguarda Meloni e i rapporti tra Roma e Washington, il summit di Èvian sarà invece l'occasione per il primo faccia a faccia tra Trump e la premier italiana dopo otto mesi. I due, infatti, non si vedono dallo scorso 13 ottobre, giorno del vertice su Gaza a Sharm el-Sheikh.
E il rapporto negli ultimi tempi è stato piuttosto altalenante. Non è in programma un incontro nel formato diplomatico del bilaterale, ma certamente i due troveranno il tempo per un faccia a faccia a margine del summit.