"La Gelmini da mesi stava lavorando per un grande centro"

La deputata: "Prima della caduta di Draghi mi ha chiesto di tradire. Ma io resto in Fi"

"La Gelmini da mesi stava lavorando per un grande centro"

«Ora basta. Continuo a vedere il mio nome accostato a nuovi contenitori centristi. È qualcosa che non esiste e non ho mai neppure preso in considerazione. Io sono da sempre in Forza Italia e rimarrò in Forza Italia». Accento toscano, toni decisi ma anche rispettosi verso le scelte altrui, Erica Mazzetti, parlamentare di Forza Italia originaria di Prato, ci tiene a fare chiarezza.

Onorevole Mazzetti, lei davvero non è tentata da altra avventure politiche?

«No, nella maniera più assoluta. La mia storia è molto semplice. Sono un deputato alla prima legislatura, sono in Forza Italia dal 2004, sono coordinatore provinciale dal 2015. Oggi ancora una volta leggo che sarei tra coloro che potrebbero lasciare Forza Italia. La cosa sinceramente mi ha nauseato. Mi è stato proposto e ho detto di no».

Questo sospetto nasce dalla sua vicinanza con Mariastella Gelmini che si appresta a intraprendere una nuova avventura?

«Mariastella è stata il mio capogruppo, ho anche partecipato a una raccolta firme per proporne la candidatura. Da quel momento è iniziata una collaborazione prima politica e poi amichevole proseguita dopo la sua nomina a ministro. Quando ha ricevuto l'incarico agli Affari Regionali ha proposto a me e ad altri quattro parlamentari di fare i suoi consiglieri politici. Ho accettato con entusiasmo e gratitudine, come è normale visto che si trattava di un ministro del mio partito».

Come ha vissuto questo incarico?

«Ho stabilito ottimi rapporti con lei e il suo entourage. Poi certo lei ha seguito molto la linea draghiana rispetto alla linea di partito, credo sia un elemento di cronaca, non un giudizio o una opinione, ma con lei ho sempre mantenuto un buon rapporto. Nell'ultimo periodo però qualcosa è cambiato».

In che senso?

«Negli ultimi mesi, da diversi mesi, lei non si sentiva molto dentro il partito. Ribadisco: le sono stata vicino e non rinnego niente. Ma io mi sento una donna di partito. Si sentiva parlare e si leggeva dell'ipotesi che qualcuno volesse lavorare a un grande centro, a qualcosa al di fuori di Forza Italia, una ipotesi che ho sempre considerato con grande scetticismo».

Avete affrontato l'argomento direttamente?

«La vedevo distaccata, le ho chiesto di vederci. Lei mi ha detto una settimana prima della caduta del governo Draghi che per lei non c'era più posto in questo partito. Francamente era qualcosa che era nell'aria da tempo. Ha anche aggiunto che secondo lei non c'era più posto neppure per me in Forza Italia ed era arrivato il momento di fare delle scelte. Io l'ho ringraziata, ma ho risposto che ci sono tante persone sul territorio che hanno creduto in me anche in momenti difficili. La stessa cosa avvenne quando Giorgio Silli uscì lasciando vuoto e confusione. Le ho detto che per iniziative dentro il partito ci sarei stata sempre, ma al di fuori di Forza Italia no. Ho anche continuato a insistere affinché riallacciasse un rapporto con il presidente e con il partito».

Lei crede nel progetto del Grande Centro?

«Tra 20 giorni ci sono da consegnare i simboli, si affannano tutti, io credo che diventerà un piccolo centro destinato inevitabilmente a collaborare con il centrosinistra, cosa che per me - che come pratese conosco quel sistema di potere - è semplicemente impossibile. Tutti corrono per diventare i referenti di quell'area, ogni elezione si crea una accozzaglia di sigle, ma l'unico partito che ha gli ideali liberali ed europeisti per poterla rappresentare è Forza Italia. Davanti alla grande occasione che ha il centrodestra dovremmo unirci per un obiettivo comune. Io non so se verrò rieletta, ma ho una faccia sola, ho la mia dignità e non mi metto a cambiare partito».

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