George Pompidou diceva che la diplomazia rassomiglia ad un incontro di pugilato con guanti glacé nel quale il suono del gong viene sostituito dal cincin dei bicchieri di champagne. Forse si sarà ispirato a lui il presidente francese Emmanuel Macron, che in quel di Evian ieri ha animato un altro G7, con playlist, momenti di leggerezza culminati con il desco culinario apparecchiato nella Reggia di Versailles per Donald Trump.
Non solo escamotages per allentare la tensione, ma forse anche un po' di protagonismo che l'Eliseo non ha voluto far mancare a tutti i presenti. Per cui l'inizio dei lavori è stato preceduto da momenti musicali, dedicati dal padrone di casa ai suoi illustri ospiti. Giorgia Meloni è stata accolta sulle note di Felicità, una scelta musicale non casuale visti i numeri incredibili del pezzo di Albano e Romina che ancora si registrano in rete dopo anni dal primo lancio. A Keir Starmer invece è stato dedicato un pezzo legato alla saga di Ian Fleming, The World Is Not Enough dei Garbage, colonna sonora di 007 il mondo non basta, con chiaro riferimento al pericolo ma anche al fascino dello stesso lavoro legato all'intelligence, molto attuale in tempi di guerra ibrida e geopolitica. E ancora, una versione rock-metal dell'inno alla Gioia della band francese CNK per i leader europei.
Venendo al colore e al folklore, il presidente del consiglio italiano era in completo chiaro, giacca e pantalone con una cravatta che è stata molto apprezzata dai colleghi, in modo particolare dal cancelliere tedesco Friederich Merz, che l'ha indicato con veemenza al gruppo. A quel punto la premier, scherzando, ha replicato "you can consider me a fighter" (puoi considerarmi una combattente), con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che ha aggiunto "not just a lady" (non solo una signora). Poi ha raccontato ai colleghi anche della scelta di smettere di fumare, da circa un mese.
Molto attenzionato, e non poteva essere diversamente, il conciliabolo tra Meloni e Trump, prima del pranzo sul Medioriente: la premier rispondendo a una frase di Costa ("Siete di nuovo amici"), aveva detto "noi siamo sempre stati amici" e il presidente sorridendo ha puntualizzato: "I was abandoned", sono stato abbandonato. A quel punto la premier, ridendo a sua volta, ha replicato: "No, you are not".
Al resto ci ha pensato la first Lady francese, Brigitte Macron, che ha accompagnato le mogli nel villaggio di Yvoire in Alta Savoia. Erano presenti la moglie del cancelliere tedesco Merz, quella del primo ministro del Canada, quella del primo ministro britannico Starmer, quella del presidente del Kenya, e il marito della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
La chiusa è tutta per la Casa Bianca, il cui inquilino oggi parteciperà alla cena offerta dal presidente francese nella Reggia di Versailles, definendola "l'originale" e non "una copia dorata". Inizialmente sarebbe dovuto rientrare oggi pomeriggio a Washington, ma poi è stato travolto dalla bellezza dell'Alta Savoia visto che si considera "un ammiratore dei luoghi belli".
La cena è stata pensata dall'Eliseo per celebrare il 250º anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti. A Macron, ha spiegato Trump, "ho detto che mi sarebbe piaciuto restare a cena, significa solo che torno a casa più tardi la sera, ovvero la mattina presto, e comunque non sono uno che dorme molto".